Le 13 Notti Sante

luce-angelica-dnaLo sapevi che le 13 notti tra il 24 dicembre e l’Epifania influenzano profondamente il nostro nuovo anno?

Lo fanno in questo modo:

24-25 dicembre – 1. notte santa – determina il mese di gennaio del nuovo anno

25-26 dicembre – 2. notte santa- determina il mese di febbraio del nuovo anno

26-27 dicembre – 3. notte santa – determina il mese di marzo del nuovo anno

27-28 dicembre – 4. notte santa – determina il mese di aprile del nuovo anno

28-29 dicembre – 5. notte santa – determina il mese di maggio del nuovo anno

29-30 dicembre – 6. notte santa – determina il mese di giugno del nuovo anno

30-31 dicembre – 7. notte santa – determina il mese di luglio del nuovo anno

31-1 gennaio – Il momento detto “del silenzio più profondo”, fine e inizio anno terrestre

1-2 gennaio – 8. notte santa – determina il mese di agosto del nuovo anno

2-3 gennaio – 9. notte santa – determina il mese di settembre del nuovo anno

3-4 gennaio – 10 notte santa – determina il mese di ottobre del nuovo anno

4-5 gennaio – 11 notte santa – determina il mese di novembre del nuovo anno

5-6 gennaio – 12. notte santa – determina il mese di dicembre del nuovo anno

 

Il seguente testo tratto dal libro di Sergej Prokofieff illumina il significato di ciascuna notte.


Note sulla successione dei segni dello Zodiaco

La successione dei Segni Zodiacali, riportata nel primo capitolo “ Le Dodici Notti Sante”Rudolf Steiner parla della successione dei Segni dello Zodiaco a partire dall’Ariete per finire con i Pesci, cioè conformemente al movimento fisico del Sole da Est a Ovest. Della successione inversa che va dai Pesci all’Ariete, cioè nella direzione da Ovest a Est, Rudolf Steiner parla di regola soltanto in relazione allo spostamento lungo l’eclittica del punto dell’equinozio primaverile; il riflesso di questo spostamento è l’avvicendamento dei periodi di cultura nella evoluzione storica dell’umanità. Dal punto di vista dello studio antroposofico dell’uomo, alla prima di queste successioni corrisponde il processo del risvegliarsi dell’uomo, o processo di incarnazione. Ciò è particolarmente evidente nel periodo embrionale, quando tutto l’organismo umano si forma nella direzione del capo verso le estremità. E determina l’entrata della corrente occulta che penetra l’organismo umano nella direzione del capo alle estremità, cioè microcosmicamente, dall’Ariete ai Pesci. Questa corrente porta con sé tutto il precedente karma dell’uomo, che trova la sua espressione nella costellazione degli astri celesti presente al momento della sua nascita oppure del suo concepimento. Il Karma precedente è anche direttamente connesso alla vita dell’uomo nei mondi spirituali prima della nascita e deriva dalle sue precedenti vite terrene. La corrente citata continua ad agire anche nel corso delle vita diurna, che l’uomo trascorre dalla mattina alla sera insieme al movimento visibile del sole lungo la volta celeste da Est a Ovest. Alla seconda successione dei segni dello zodiaco, corrisponde il processo dell’addormentarsi dell’uomo, o processo di disincarnazione durante il quale il suo corpo astrale el’«Io» abbandonano il suo corpo astrale e l’«Io» abbandonano il suo corpo eterico e quello fisico, nella direzione delle estremità al capo, muovendosi cioè microcosmicamente dai Pesci all’Ariete. Nella conferenza Rudolf Steiner lega questa direzione del movimento ad una determinata corrente occulta, che penetra l’organismo dell’uomo nella direzione corrente occulta, che penetra l’organismo dell’uomo nella direzione inversa« dalle estremità del capo, e porta con sè ciò che dovrà servire da base per il futuro Karma dell’uomo. Esso troverà la sua piena espressione nella vita dopo la morte e informerà di sé tutto il carattere delle successive vite terrene. Questa corrente agisce poi nel corso della notte e corrisponde al movimento macrocosmico del Sole Spirituale » (secondo stadio). Poiché soltanto seguendolo il defunto può entrare nel mondo spirituale oggettivo (terzo stadio). Le indicazioni di Rudolf Steiner citate possono gettar luce su una massima, da lungo tempo presente nei Misteri : «egli si è ritirato verso l’eterno oriente>>, il che significa l’ingresso cosciente dell’iniziato nel vero mondo spirituale nella direzione dell’agire in esso delle forze del sole Spirituale. Durante il periodo del «ritiro verso oriente>> l’iniziato, come un servitore e guida degli impulsi del Sole Spirituale, lavora all’evoluzione dell’umanità non a partire da forze terrestri, bensì a partire da forze puramente spirituali che egli attinge direttamente dai mondi superiori. In questo senso dobbiamo comprendere le parole, pronunciate da Cristian RosenKreutz nel 1790 a Vienna ad un piccolo gruppo di suoi discepoli sul fatto . « che egli si debba ritirare verso oriente per ottantacinque anni, e che dopo ottantacinque si potrà nuovamente percepire quella sua azione in europea. Un tale «ritirarsi verso oriente>>, che non ha ovviamente nessuna relazione con le religioni orientali o con qualsiasi forma di saggezza orientale tradizionale, ma va inteso, invece come un processo puramente occulto, grazie al quale si entra in modo cosciente nel modo soprasensibile per unirsi, in esso, con le forze del Sole Spirituale, occupava fin dall’inizio un posto centrale nei misteri rosacruciani. Infatti in essi, in particolare a partire dal XIII secolo, sotto forma di un « vero essoterismo moderno>> si andarono creando le condizioni per una progressiva unione dell’umanità innanzitutto con la seconda delle sue correnti occulte cui si accennava sopra : con la corrente che apre l’accesso all’addormentarsi cosciente, cioè all’ingresso cosciente nel mondo spirituale; con la corrente che consente all’uomo di lavorare al karma del futuro in piena coscienza e che pure gli svela l’effettiva conoscenza del mistero della morte e della resurrezione sul Golgota. Perciò è di fatto profondamente adeguata la realizzazione occulta e contemporaneamente artistica di quanto detto in quel piccolo edificio che lo stesso Rudolf Steiner definì l’unico <<Tempio rosacruciano>> finora visibile agli occhi esteriori, comunemente definito <<il modello di Malsch>>. Questo primo <<Tempio Rosacruciano>>, nel quale veramente si può vedere il seme dal quale sorse più tardi il primo Goetheanum, fu orientato da Ovest a Est. L’edificio doveva prendere la luce da un’unica apertura nella cupola, disposta in modo tale << che all’epoca dell’equinozio primaverile, alla mattina verso le nove la luce del Sole vada all’interno in un determinato punto>> In altre parole per l’illuminazione del tempio andava preso in considerazione innanzitutto non il movimento fisico del Sole da Est a Ovest, ma il suo movimento spirituale da Ovest a Est, nella direzione dello spostamento del punto dell’equinozio primaverile. Proprio questo cammino oltre il Sole spirituale, cammino che nei mondi moderni rosacruciani porta ad entrare coscientemente nel mondo spirituale, doveva essere incarnato in forma artistica nel <<modello di Malsch>> Da ciò testimoniano innanzitutto le due serie dei Segni dello Zodiaco dipinte sulla cupola e disposte ai due lati di essa, a partire dal segno dei Pesci vicini all’ingresso Ovest, per finire col segno dell’Ariete ad est, nella nicchia dell’altare. Nelle memorie d K. Stockmeyer la direttiva di Rudolf Steiner relativa alla disposizione dei segni dello zodiaco sulla cupola dell’edificio suona così : « Sulla volta principale deve essere dipinto lo zodiaco, a partire dai Pesci ad Ovest, sulla colonna di Saturno. In tal modo abbiamo in questo <<Tempio Rosacruciano>> la incarnazione visibile del cammino, che ci porta, attraverso le Dodici Notti Sante “ da Gesù al Cristo, dal microcosmo al macrocosmo e che esprime con ciò stesso la missione centrale <<dell’esoterismo moderno>>, chiamato ora ad annunciare all’umanità la conoscenza del Cristo cosmico : <<Così l’esoterismo moderno può essere inteso come elevazione dell’impulso – Cristo ad elemento propulsore della guida di quelle anime che vogliono conquistarsi una conoscenza dei mondi superiori conforme alle condizioni evolutive del tempo presente. Il cerchio dello Zodiaco e le Gerarchie Spirituali. Il cammino da Gesù a Cristo attraverso le dodici Notti Sante << E nuovamente, senza che ciò sia, invero un sapere della scienza attuale, esistono queste Dodici Notti Sante, come fissate dalle segrete, sagge profondità dell’anima dell’Umanità come se volessero dire: Sentite tutta la profondità della festa del Cristo; ma poi immergetevi durante le dodici Notti Sante nei segreti più santi del Cosmo! – Cioè nella regione dell’Universo, dalla quale il Cristo è disceso sulla Terra.>> Rudolf Steiner, 21 Dicembre 1911 **** Indicazioni date da Rudolf Steiner a Herbert Hahn per le dodici notti sante Il 24 dicembre cominciano le 12 notti sante Le 12 notti sante sono simboli per 12 forze dell’anima che vivono in noi. E così questa indicazione è valida per sempre, non solo per le 12 notti sante Il 1 gennaio a mezzogiorno che abbiamo il sole quanto più vicino possibile alla terra e che è perché ci sono solo cinque e mezzo giorni prima e cinque giorni e mezzo più tardi, che è il tempo di 12 notti sante. Su queste notti, più bui dell’anno, siamo più vicini allo spirito del sole, e questo significa che il sole spirituale splendente all’interno della terra rende traslucido e illumina tutto di dentro, non come è in seguito quando il sole illumina la terra dall’alto, dall’esterno. È necessario immettere queste 12 Santa notti svegli e molto consapevole. È importante che la prima notte (24 dicembre) solo rimanere svegli fino a uno o due del mattino. Le altre sere, se possibile, provare ad andare a letto regolarmente allo stesso tempo, è di principale importanza di vivere in un ritmo regolare in questo momento, se ciò non è possibile nella vita attiva, si deve provare a farlo internamente; Coloro che non possono essere silenzioso nella vita esterna deve cercare costantemente di essere interiormente consapevoli della santità del tempo. È importante eseguire compiti quotidiani senza perdere di vista questa realizzazione, della sacralità del tempo, consentendo nulla di malsano, nessun movimento brutto entrare nell’anima, rimanendo sempre attento e severo su se stessi in questo senso. Durante l’esperienza di Natale, con le 12 notti sante, abbiamo seminato i semi per i prossimi 12 mesi. Pertanto questi 12 giorni sono importanti, se per esempio abbiamo sbagliare il primo giorno, poniamo un seme, che, nel primo mese, germineranno negativamente nel sangue. Dobbiamo cercare di passare 12 giorni santi correttamente, secondo la legge, perché abbiamo bisogno ogni anno a lavorare sulla nostra rinascita e noi non possiamo perdere ogni anno.**** Simili a due maestose colonne si elevano nel Tempio dell’Anno le due feste invernali NATALE – EPIFANIA e stanno ad indicare la nascita dell’uomo e la nascita di Dio nella sfera terrestre, la nascita dell’uomo originario Gesù di Nazaret e la successiva nascita, nei suoi involucri, del supremo spirito del nostro Cosmo, il Figlio Divino stesso, il Cristo. Fra queste due feste, simile ad una possente scala cosmica si estendono le dodici Notti Sante, come dodici gradini ascendenti della coscienza universale, che uniscono l’umanità alla sfera della più alta spiritualità cosmica. << Da Gesù a Cristo >> – in queste poche parole può essere caratterizzato tutto il significato di questo grande passaggio o ascesa, che conduce dal grado umano attraverso i nove gradi delle entità delle Gerarchie Spirituali, che governano tutta l’evoluzione della nostra Terra, ai più alti gradi dello Spirito Santo del Figlio divino, Il Cristo, in quanto la loro influenza si manifesta nell’ambito del nostro Cosmo, ovvero nei confini che la sua sfera zodiacale abbraccia. In questo senso il cammino dal natale all’Epifania può diventare per noi contemporaneamente l’ascesa alla grande <<regione dell’Universo, dalla quale il Cristo è disceso sulla Terra>>, é una strada che ci conduce durante le dodici Notti Sante attraverso le dodici regioni dell’Universo stellare, dalla Regione dei Pesci che conserva in sé le origini dell’essere umano, fino alla regione dell’Ariete, attraverso le porte del quale il Cristo un tempo entrò nel Cosmo dalla sfera suprema del Macrocosmo quella del Padre, la quale è situata oltre il cerchio dello Zodiaco. Quanto esposto qui di seguito è un tentativo di descrivere, sulla base dei risultati della moderna Scienza dello spirito il cammino che conduce, attraverso le dodici regioni del cerchio dello Zodiaco, all’unione cosciente con tutte le Gerarchie del Cosmo.

 

“ La Prima Notte Santa “

La prima relazione fra la regione zodiacale dei Pesci e l’essere stesso dell’uomo può diventare più comprensibile per noi se prendiamo in considerazione quanto segue. Il livello di evoluzione a cui si trovava l’uomo quando, nel mezzo dell’epoca Iperborea, il Sole si separò dalla Terra, è legata all’immagine del Pesce. (O.O 106, 10.9.1908) Allora il sole non splendette più spiritualmente dall’interno degli esseri terrestri, ma si illuminò soltanto dall’esterno. Questa situazione viene descritta da Rudolf Steiner con le seguenti parole <<Venne poi ilo momento in cui il Sole si staccò dalla Terra. Egli se ne separò e la sua luce ricadeva dall’esterno sulla Terra all’interno dell’uomo allora si fece buio. Era l’inizio della sua evoluzione verso quel punto dei tempi futuri, in cui dovrà ritrovare dentro di sé lo splendore della luce interiore. L’uomo doveva imparare a riconoscere con i suoi sensi esteriori gli oggetti della Terra. Egli evolverà fino al punto in cui al suo interno nuovamente arderà e risplenderà l’uomo superiore, l’Uomo Spirito ( ADAM KADMAN) . Dalla Luce – attraverso le tenebre – alla Luce questo è il percorso dell’evoluzione dell’umanità. (O.O 96,17.12.1906) Il Pesce simbolizza proprio questa evoluzione. Le forze della Regione dello Zodiaco che gli corrispondono irradiavano i loro influssi quando l’Essere del Cristo lasciò la Terra insieme al Sole. Ed esse saranno di nuovo attive quando nell’uomo, che avrà conquistato con dura lotta nelle oscurità dell’anima la libertà individuale, inizierà a sorgere nuovamente il Sole Spirituale interiore; quando il Cristo, unitosi all’evoluzione della terra attraverso il mistero del Golgota, progressivamente risveglierà nell’anima umana l’uomo superiore solare. Soltanto con l’inizio del suo risveglio l’umanità si avvierà a divenire la Decima Gerarchia si avvierà sulla via di realizzazione di quella meta che le è predestinata dall’Universo. L’inizio di questa epoca cade precisamente ai giorni nostri, che sono di nuovo sotto i segni dei Pesci; l’umanità sotto la direzione dell’Arcangelo Michele che la guida attualmente, deve gradatamente giungere all’esperienza eterica del Cristo, come Sole interiore dell’anima.(O.O.152,2.5.1913 e O.O 26,31.8,1924) Perciò il simbolo dei Pesci presso i primi cristiani indica non soltanto l’epoca in cui il Cristo lasciò la terra insieme al Sole, ma anche, in modo profetico, quel tempo in cui il Cristo risplenderà nuovamente come un Sole nell’anima dell’uomo, ormai libero e pienamente cosciente. Allora il Cristo stesso condurrà quell’anima al suo supremo scopo, diventare Decima Gerarchia, permettendole di nuovo, ma questa volta in modo pienamente cosciente, di entrare a far parte, come anello conclusivo in qualità di decima Gerarchia, del grande tutto delle Gerarchie. Ritroviamo così l’Alfa e l’Omega di tutta l’Evoluzione umana nel segno dei Pesci, segno che esprime la vera essenza dell’essere umano, l’Antrophos. Da quanto detto risulta chiaro che il primo essere umano che accolse in sé il Cristo sulla Terra “Gesù di Nazaret” ( cioè l’anima natahanica, proviene direttamente dalla antica epoca lemurica, dalla quale la precedente epoca dei Pesci costituiva l’accesso “ Zaratustra) doveva, come preparazione alla sua missione, ricevere l’iniziazione dei Pesci, ( O.O 124,6.12.1910), la penetrazione nel segreto del futuro divenire l’umanità Decima gerarchia, per mezzo dell’unione col Cristo, come vero Sole dell’anima. Perciò nelle scuole esoteriche o nelle comunità e dove si cercava la strada per realizzarla, si incontra sempre il simbolo dei Pesci. Per esempio: i discepoli più vicini al Cristo Gesù erano pescatori, perché dovevano costruire il primo embrione della futura umanità come Decima Gerarchia. <<Il Cristo Gesù attira verso di sé tutti coloro che cercano pesci. Perciò tutti i primi Apostoli sono pescatori >>, dice a questo proposito Rudolf Steiner “ ( O.O. 124, 12.12 1910). A questo alludono le parole del Cristo medesimo, quando si rivolge a Pietro dicendo : << D’ora io poi sarete pescatori di anime >>In questo senso va compreso il fatto che nella tradizione esoterica cristiana il custode del Graal riceveva il nome del “ Re Pescatore .Troviamo anche simili riferimenti in epoche precristiane Così nell’antichità il Grande Manu viene a sapere dell’imminente diluvio da un pesce ( Mahabharata III e Matsyapurana I,2), e, nell’epoca di Gilgamesch, Enkidu viene chiamato “ figlio del pesce”. Nell’organismo umano ai Pesci corrispondono i piedi. Per la loro forma e struttura << a volta >>, essi non possono che appartenere ad un essere dalla statura eretta. In questo, come già osservava Goethe, consiste la sostanziale differenza fra il corpo dell’uomo e quella dell’animale. Attraverso i piedi viene regolata la giusta relazione dell’uomo con le forze della Terra. Nell’antichità la stazione eretta fu la prima e più importante conseguenza dell’effusione della sostanza dell’Io nell’uomo. Come un ricordo occultato di questo importantissimo momento dell’evoluzione dell’uomo a partire dal quale l’uomo intraprese il suo pellegrinaggio terreno, si conservano nel corpo dell’uomo i piedi –pesci. Essi serbano in sé, in certo qual modo, il ricordo dell’esistenza fisica dell’uomo. Perciò la genealogia del Gesù del Vangelo di Luca (dell’anima nathanica ) passa attraverso tutta l’evoluzione dell’umanità fino ad Adamo stesso e pesino a Dio, mostrando così l’origine di quel corpo fisico nel quale dovrà poi discendere il Cristo. E colui che doveva offrirgli il suo corpo fisico doveva conoscere questo segreto, il che di nuovo era possibile soltanto come risultato dell’iniziazione dei Pesci. Giovanni Battista ebbe il compito di preparare questa iniziazione, e di lui dice Rufolf Steiner : << Giovanni prepara l’iniziazione dei Pesci, che deve avere il Nazareno “ ( Gesù di Nazareth) affinché; possa accogliere in sé il Cristo>> O.O. 18.12.1910) <<Da qui il noto segno dei Pesci per il PORTATORE DEL CRISTO, che è un antico simbolo. Perché l’iniziazione che si realizzò in modo segreto attraverso tutti i misteri che avvennero intorno al Gesù, fu una iniziazione dei Pesci. (O.O. 124,12.12.1910).

 

“Seconda Notte Santa “

La regione dell’Acquario è legata alla Gerarchia degli Angeli. Fra tutte le sostanze terrestri il loro essere ha una particolare relazione proprio come l’acqua. L’acqua sulla Terra è il riflesso fisico della sostanza dell’etere cosmico, dal quale sono formati i corpi eterici degli Angeli e degli uomini. Il corpo eterico ha innanzitutto due qualità: in primo luogo la vita e il secondo luogo la memoria. Per questo motivo nei racconti e nelle leggende dei diversi popoli incontriamo l’immagine <<l’immagine viva>> o dell’<<acqua della vita>>, come simbolo delle forze vivificanti dell’etere cosmico. Nel libro << L’Iniziazione >> Rudolf Steiner parla dell’assunzione da parte dei discepoli spirituali di due bevande “ Della memoria *** Del’oblio Riferendosi con ciò alla seconda particolarità o proprietà del corpo eterico ( Ritroviamo simili rappresentazione nella <<Divina Commedia>> di dante dove, nel passaggio dal Monte delle Anime al Paese degli Spiriti egli deve bagnarsi nelle acque di due fiumi : della memoria “Eunoè, e dell’oblio “ Lete. Gli Angeli a differenza degli uomini, hanno come arto inferiore non un corpo fisico, ma un corpo eterico (O.O. 3.5.1907) Rudolf Steiner li chiama anche figli della vita. Se Essi volessero, per propria loro volontà, crearsi una specie di corpo fisico, che in loro è sempre e soltanto il riflesso dei principi spirituali dei loro arti,- l’elemento più denso da cui potrebbero formarlo è l’acqua. (O.O. 99.3.5.1907) Questo legame della Gerarchia degli Angeli con l’elemento dell’acqua risale all’epoca dell’antica Luna. Poiché l’antica Luna, sulla quale essi passarono il loro stadio umano, consisteva unicamente di un elemento acqueo, liquido. Allora gli Angeli profusero nello organismo umano, che si trovava nello stadio animale della sua evoluzione, ciò che poi divenne in esso sostanza del sangue e dei succhi.: <<Fu lavoro degli Angeli…. “ quello di far penetrare negli uomini questi succhi del sangue>> (O.O.99, 3.6.1907) Anche il futuro di Giove, sul quale l’uomo moderno raggiungerà lo stadio di Angelo, avrà come suo elemento più denso l’acqua. Sulla terra agli Angeli è affidata la missione di condurre il singolo uomo attraverso le tappe successive della sua incarnazioni. Essi <<….sono esseri vigilanti, che, per così dire, conservano la moria da un’incarnazione all’altra mentre l’uomo stesso non è in grado di farlo>>(o.o.110, 15.4.1909) Nel cerchio dello Zodiaco il segno dell’Acquario rappresenta l’immagine dell’uomo ideale, spiritualizzato. Su ciò si fonda il suo particolare legame con la Gerarchia degli Angeli. Poiché ogni Angelo svela all’uomo il suo ideale spirituale più vicino alla meta a suo modo superiore, ideale, delle sue aspirazioni spirituali : le cose stanno come se l’uomo, fin dall’inizio del suo viaggio terreno, potesse levare lo sguardo verso uno spirito sublime, che è il suo Modello, che può dominare completamente il suo corpo astrale ( l’immagine dell’Acquario, che versa acqua pura in piena pace ed armonia ) e che gli dice : così tu devi essere, quando un giorno uscirai da questa evoluzione terrena. E sia che l’uomo levi il suo sguardo al suo sé superiore (MANAS) , cui egli deve sempre più rassomigliare, sia che levi lo sguardo al suo Angelo, come il suo grande Modello, ciò è in sostanza la stessa cosa.>> (o.o 105, 6.8.1908) La possibilità più prossima di avvicinarsi coscientemente a questo alto Ideale si aprirà di fronte agli uomini, se essi non avranno fino ad allora iniziato un cammino personale di evoluzione occulta, – durante il sesto periodo di cultura, che si trova sotto il segno zodiacale dell’Acquario . Allora << in modo naturale>> tutta l’umanità sarà ispirata dalla sostanza del Manas, che gli invieranno, come un alto dono del Cielo, gli Esseri Angelici: E poiché una specie di nucleo spirituale del sesto periodo di cultura si dovrà formare dai popoli slavi, già ora comincia a svilupparsi nel loro ambiente un rapporto diretto ed intimo dell’uomo con l’Essere Angelico che lo guida. Tuttavia il raggiungimento di un più diretto rapporto con l’Essere Angelico è possibile nel nostro tempo sostanzialmente per ogni uomo, purchè egli si decida coscientemente ad iniziare un cammino di evoluzione spirituale, che oggi è aperto a tutti nella moderna Scienza dello Spirito. Il punto di partenza è la base più solida di questo cammino sono l’approfondimento interiore e la spiritualizzazione del pensare umano. Come risultato dello sviluppo superiore il pensiero dell’uomo deve divenire completamente vivo e fluido, simile ad una qualche sostanza acquea, e infine completamente eterico. Raggiunto ciò l’uomo è in grado di percepire, nel suo vivificato pensiero eterico, gli impulsi dell’Essere Angelico. Allora quest’uomo viene introdotto dall’Angelo nel mondo immaginativo, nell’ambito eterico della Terra ( Sfera della Luna ), dove l’Angelo stesso diventa la sua Guida superiore. Per concludere è necessario ancora osservare che Giovanni Battista ricevette una particolare iniziazione , legata alla Regione cosmica dell’Acquario : <<….lo sguardo di Giovanni Battista fu preparato in modo tale da poter guardare di notte attraverso la materia della Terra alla costellazione dell’Acquario >> (O.O.124,6.12.19109 Come conseguenza di una iniziazione così particolare che potè agire attraverso di lui una entità appartenente alla gerarchia degli Angeli (Ibidem ), che viene citata nei Vangeli.(es.Marco 1,2) Per mezzo del suo battesimo con l’acqua Giovanni provoca nelle persone che venivano a lui per battezzarsi, una parziale separazione del corpo eterico da quello fisico, il che portava l’uomo ad una esperienza più diretta del suo Angelo Custode, che allora poteva indicare a quell’anima l’Entità del Cristo avvicinatesi alla Terra

 

“Terza Notte Santa”

La Regione del Capricorno è legata alla Gerarchia degli Arcangeli. Nel ciclo naturale, alle influenze di questa costellazione corrisponde la stagione più scura dell’anno. Tuttavia, proprio allora nella tenebra della notte invernale avviene la nascita del nuovo “SOLE SPIRITUALE” E proprio gli Arcangeli hanno con questa nascita un particolare rapporto. Per comprendere la loro partecipazione a questo avvenimento, è necessario ricordare il ruolo che gli arcangeli svolsero ancora sull’antico Sole. Poiché già allora essi stavano così in alto da poter donare qualcosa all’intero spazio universale E ciò che essi allora gli donarono fu la luce, “ la sostanza dell luce, << Essi (gli Arcangeli) si sono sviluppati in un certo rapporto già sul Sole fini al punto di poter dare la luce allo spazio universale>> Steiner dice degli Arcangeli. In un’altra conferenza esprime questa loro missione ancora in modo più preciso: <<gli arcangeli sono i creatori della Luce. Perciò dobbiamo dire . se una luce cade su di noi, dietro di essa ci sono gli Arcangeli …>> (O.O. 132, 7.11.1911) Questa era l’attività degli Arcangeli sull’antico Sole. Tuttavia da allora lo sviluppo è preceduto in modo tale che, all’epoca della Terra, gli Arcangeli si pongono non solo come creatori della luce esteriore, ma soprattutto come creatori della Luce Spirituale. Perciò proprio dalle forze degli Arcangeli proviene l’irraggiamento del Sole Spirituale nella tenebra della Notte di Natale. E quando il chiaroveggente contempla il Sole di Mezzanotte nel periodo di Natale, come prima cosa gli si disgelano nel loro ambiente i dodici Arcangeli, che formano il seguito, o, si può anche dire,una specie di Aurea cosmica intorno, all’impulso del Cristo che nasce nella sfera della Terra. Fin dall’antichità Zaratustra aveva portato testimonianza di questi dodici Arcangeli parlando dei dodici Amshaspands, 0 gli inviati del Grande Spirito Solare Ahura-Mazda.(6) Nella nostra epoca questi dodici Arcangeli sono in un certo senso i portatori dei dodici aspetti dell’impulso del Cristo, sorti nel nostro cosmo come risultato del suo passaggio attraverso il Cerchio dello Zodiaco. *****Nota 6 – nella conferenza del 31 Dicembre 1910 Rudolf Steiner riferisce “ sotto l’influsso dei dodici Amshaspands (Arcangeli) si formarono i dodici nervi principali che collegano il cervello dell’uomo con il resto dell’organismo : “<< dalle Dodici regioni dello Zodiaco agirono i dodici Esseri – Arcangeli – così se lo sono rappresentato gli antichi Persiani; e per produrre gradatamente ciò che è oggi la nostra intelligenza agirono attraverso dodici raggi dentro la testa dell’uomo>> Perciò il pensiero dell’uomo, l’intelligenza umana, nel corso dell’anno è più vigile e maggiormente intrisa di Luce, proprio durante il periodo che è sotto l’influenza delle forze cosmiche della regione del Capricorno g. “ Dicembre- Gennaio. Questi dodici Arcangeli furono anche i primi fra gli esseri delle Gerarchie Angeliche ad accogliere in sé il Cristo durante l’epoca protopersiana Essi sono i difensori celesti e gli ispiratori delle Dodici Notte Sante, che ricorrono proprio in quel periodo dell’anno che si trova sotto l’azione delle forze della regione del Capricorno . In questo periodo dell’anno ricorrono anche le due più importanti feste cristiane . Natale e il Battesimo, ciascuna delle quali a suo modo è legata precisamente alla sfera d’azione degli Arcangeli Così il mistero del Natale viene annunziato a Maria, nel Vangeli di Luca, dall’Arcangelo Gabriele. E durante il Battesimo nel Giordano il Cristo discende nell’involucro di Gesù di Nazareth, passando accanto alla regione degli Angeli” h direttamente dalla regione degli Arcangeli “g, . (O.O.152.1.6.1914) introducendo così nell’evoluzione terrestre una nuova possibilità di battesimo non più con l’Acqua, ma con lo spirito e il fuoco (Matteo 3,11). Poiché, secondo Rudolf Steiner le uniche sostanze sulla terra dalle quali l’Essere Arcangelico può formarsi un corpo fisico sono le sostanze dell’aria e dl fuoco.(O.O.110, 16.4.1909) In antico ebraico vento, aria, respiro significano normalmente li Spirito-Roùah. Nell’epoca moderna all’uomo è particolarmente indispensabile entrare in contatto con la sfera degli Arcangeli durante il sonno, e per questo egli durante la vita diurna di veglia deve raggiungere il più velato grado di spiritualizzazione della propria parola, del proprio parlare. (O.O. 222,11.3.1923). Un aiuto in questa direzione gli può essere fornito dalle forze che affluiscono dalla Regione del Capricorno g, che in quei tempi hanno ispirato gli uomini a porre le basi per concezioni del mondo più spirituali.(O.O.151.22.1.1914).(7) Nota 7 . A questo va aggiunto che, nel corso dell’anno, l’epoca che è sotto l’influsso della regione del Capricorno è il periodo di maggiore veglia sulla Terra, il momento in cui la sua coscienza spirituale raggiunge la sua massima intensità. Nella vita dell’uomo ad un tale stato corrisponde la sua ascesa dipo la morte nella sfera degli arcangeli grazie all’azione dei quali si risveglia in lui <<una forte e chiara coscienza relativa al mondo spirituale che lo circonda.**** L’Arcangelo Michele ha un rapporto tutto particolare con la preparazione della nascita annuale del Sole Spirituale – il Cristo nella sfera terrestre. Rudol Steiner lo sottolinea “<<Durante l’espirazione estiva (si intende l’uscita dell’anima e dello Spirito della Terra nel periodo estivo dal suo corpo planetario) la terra viene Arimanizzata. Guai se la nascita di Gesù avvenisse su questa Terra Arimanizzata. Prima che il ciclo compia nuovamente e che giunga Dicembre, a consentire la nascita dell’impulso del Cristo sulla Terra compenetrata d’anima, la terra deve essere purificata dal drago, dalle forze arimaniche per mezzo della forza spirituale. E la forza di Michele si deve unire a quello che entra come respiro della terra dall’epoca si settembre a quella di Dicembre, deve unirsi ad essa la forza purificatrice di Michele che vince il Drago arimanico, affinché possa avvicinarsi nel modo giusto la festa di Natale, e nel giusto modo possa compiersi la nascita dell’impulso del Cristo>>.(O.O.223,31.3.1923) La lotta attuale di Michele col drago qui descritta raggiunge il suo culmine proprio nell’ultima settimana dell’avvento, quando la Terra entra nella regione dell’influenza delle forze del Capricorno. Poiché ogni volta, nella più cupa e fredda stagione dell’anno, Arimane spera di impedire l’irraggiamento del Sole Spirituale nella sfera terrestre. E ogni volta, anno dopo anno, egli viene vinto dall’Arcangelo Michele, affinché, sotto il segno del Capricorno g, il Sole del CRISTO possa liberamente sorgere per la Terra (8) Nota 8 ..Si può qui rammentare che secondo le indicazioni di Rudolf Steiner, l’attività fondamentale di Ariamane si dispiega nella sfera degli arcangeli, dove egli agisce come loro principale avversario. Perciò nel Medioevo i suoi attributi esteriori furono tutte le caratteristiche negative della natura animale del Capricorno, e Satana è sempre stato raffigurato con la parte inferiore del corpo e con le corna del capro. (anche Goethe, nella sua rappresentazione di Mefistofele, segue questa tradizione)**** Sul piano della evoluzione storica dell’umanità questo contrasto fra le tenebre naturali e le forze del Sole Spirituale che sorge apparirà con forza particolare nella seconda metà del sesto periodo di cultura e particolarmente nel settimo (Americano), che sarà sotto il segno delle forze del Capricorno. Va qui menzionato ancora un altro legame della regione del capricorno con la futura Gerarchia degli Arcangeli. Come è noto nell’organismo umano alla Regione del Capricorno è legata l’articolazione del ginocchio, che sul davanti si chiude con la rotula, dopo sue ulteriori metamorfosi su Giove, nascerà su Venere la forma esteriore della testa umana. E da essa poi scatureranno le forze che formeranno l’intera immagine esteriore dell’uomo di Venere, che raggiungerà allora, nel suo sviluppo, il grado di essere Arcangelico.(O.O.156,6.10,1914).

 

“Quarta Notte Santa “

La Regione del Sagittario è legata alla Gerarchia delle Arcai. Possiamo chiarirci nel modo migliore il loro rapporto con la Regione del Sagittario con l’esempio del bambino che impara a camminare. Per un tempo indeterminato egli tenta continuamente di raddrizzarsi e di mettersi in piedi, e continuamente scivola giù di nuovo in posizione orizzontale. In questo periodo è come se, nell’aspetto esteriore, manifestasse l’immagine del centauro. Forze umane e animali, verticali e orizzontali sono presenti in lui e combattono aspramente fra loro, e il risultato di questa lotta è la vittoria definitiva delle prime sulle ultime. Il fatto che questa lotta termini per ogni uomo con la vittoria delle forze umane di raddrizzamento, egli lo deve all’aiuto che gli forniscono in particolare gli esseri delle Gerarchie delle Arcai “ Spiriti della Personalità. Proprio queste portano all’uomo quelle forze cosmiche che lo rendono capace di essere sulla terra un essere eretto. (O.O. 226, 18.5.1923) La forma stessa dell’arco che il Sagittario tiene nelle sue mani richiama questo processo raddrizzamento, che costituisce, la prima manifestazione della personalità individuale ed e premessa fondamentale dell’esperienza cosciente dell’Io da parte dell’uomo. L’arco resta piegato soltanto finchè vi si trova ancora la freccia. Quando la freccia “ immagine delle forze del pensiero, come portatore dell’autocoscienza, – si mette in movimento – e ciò corrisponde alla prima penetrazione dell’impulso dell’Io nell’organismo dell’uomo – l’arco si raddrizza, il che corrisponde all’assunzione da parte dell’uomo della posizione eretta. D’altro canto la freccia, nelle mani del Sagittario, come immaginazione delle forze attive del pensiero, rimane al fatto che, a partire dal IV secolo di C. tutta la direzione dei Pensieri Universali del Cosmo, dell’Intelligenza Celeste, passa dagli Spiriti della Forma “ ( Exusiai ) alle Arcai o Spiriti della Personalità (O.O.22, 18.3.1923) A partire da questa epoca sono proprio loro a portare pensieri cosmici nella evoluzione dell’uomo. (10) Nota 10. Anche nel corso dell’anno il periodo in cui le forze di pensiero agiscono più attivamente nell’uomo è quello situato sotto il segno del Sagittario : “ Novembre Dicembre.**** E questo loro genere di attività è una specie di ripetizione, solo ad uno stadio superiore, di ciò che essi un tempo realizzarono sull’antico Saturno; Rudolf Steiner lo esprime con queste parole. << Quale forza è propriamente quella che opera negli Spiriti della personalità sull’antico Saturno? Quale forza se non quella che noi attualmente conosciamo nell’uomo come forza del pensiero? Poiché propriamente parlando, gli Spiriti della Personalità sull’antico Saturno non fanno altro che esercitare la forza del loro pensiero. (O.O. 110, 13. 4.1909). A ciò che nell’uomo contemporaneo, preso come microcosmo, si manifesta come suo pensiero individuale, nel macrocosmo, nella natura esteriore, corrispondono i fenomeni del lampo e del tuono. In questo senso, alla freccia volante del Sagittario , presa nel suo aspetto microcosmico corrisponde in natura l’apparizione del lampo, unico fenomeno fisico per mezzo del quale può manifestarsi, nell’ambito della terra fisica, la corporeità della Gerarchia delle Arcai.(O.O. 110,16.4.1909). Infine va rilevato ancora che la freccia scoccata coscientemente dall’arco, è anche l’immagine della volontà dell’uomo, rivolta ad un determinato scopo. Scopo ultimo dell’intera evoluzione della Terra è il raggiungimento dello stadio di Vulcano, quando tutta l’umanità si sarà elevata allo stadio che è attualmente degli Spiriti della Volontà.(Arcai.) Il tempo, che inizierà con la fine del settimo periodo postatlantico, apparirà come una specie di presentimento profetico di questo stadio superiore di evoluzione. Poichè già alla fine della nostra epoca, la quinta postatlantica, discenderanno nell’umanità dalla sfera degli Angeli i primi impulsi del Sé Spirituale, e a partire della fine della stessa epoca discenderanno dalla sfera degli Arcangeli gli impulsi dello Spirito Vitale, allora contemporaneamente, all’inizio della <<guerra di tutti contro tutti>> come sua contro immagine, si aprirà all’umanità la possibilità di percepire qualcosa degli impulsi dell’Uomo Spirito. Ciò avverrà quando il punto dell’equinozio primaverile passerà nella Regione del sagittario ,e sulla Terra si evidenzieranno pienamente le due principali razze umane : la buona e la cattiva. Allora l’immagine del Centauro “ Sagittario si dividerà in un certo modo spiritualmente in due parti, così che la razza buona si approprierà delle forze della parte superiore “ spirito umana, mentre la razza cattiva quella inferiore “ animale. Alla razza buona potranno unirsi soltanto quegli uomini che all’epoca potranno mettere tutte le proprie al servizio di quella superiore Rivelazione di Cristo che discenderà sulla Terra attraverso gli esseri spirituali della Gerarchia delle Arcai che servono il Cristo e conducono nel suo spirito l’umanità (O.O. 15, cap.3 ) (11) Nota 11 Gli esseri delle Arcai si faranno guide dell’umanità già nel settimo periodo di cultura, con l’inizio dell’azione delle forze provenienti dalla regione del Sagittario (O.O.129, 21.8,1911) Tuttavia l’effusione dell’impulso dell’Uomo Spirito inizierà soltanto alla fine di questo periodo e continuerà nel periodo successivo alla <<<guerra di tutti contro tutti>>Un simile spostamento lo abbiamo anche nelle epoche precedenti: Così il nostro quinto periodo di cultura è guidato dagli Angeli (Ibid), ma gli Angeli stessi diverranno maturi per l’effusione dell’umanità del Sé Spirituale solamente nel sesto periodo, che sarà già sotto l’influenza degli Arcangeli (ibid), così come il Sole in primavera si leverà nel Capricorno: Tuttavia essi, a loro volta, non diverranno maturi per donare all’umanità lo Spirito-Vitale che nel settimo periodo di cultura (O.O. 103, 30.5.1908)

 

”Quinta Notte Santa”

La Regione dello Scorpione – Aquila è legata alla gerarchia degli Exusiai “Spiriti della Forma”. Già sull’antico Saturno questi Spiriti su prepararono alla loro attività, consistente nel darebordine e forma, in quanto custodivano nell’ambito si saturno tutto ciò che su esso era stato compiuto dalle Gerarchie Superiori. (O.O. 110,14.4 1909). All’epoca della Terra gli Spiriti della Forma (Elohim secondo la dominazione biblica) sono propriamente i creatori ele guide di tutta l’evoluzione terrestre. Essi danno una forma chiusa a tutto ciò che esiste sulla Terra (O.O.105,7.8.1908) ottenendo ciò come risultato di una specie di indurimento e di messa in forma delle azioni dei Troni sulla superficie della Terra, delle azioni che si diffondono a partire dal centro e dalle Dynameis, che agiscono alla periferia. (O.O.121,11.6.1910). Essi ricevono le forze per il loro lavoro proprio dalla regione zodiacale dello Scorpione – Aquila , le cui emanazioni determinano torpore e la cessazione di qualsiasi movimento (nella natura esteriore queste forze si manifestano particolarmente proprio in novembre). Verso l’epoca lemurica l’uomo era spinto già così avanti nella sua evoluzione, che gli Spiriti della Forma poterono riversare in lui una parte della loro propria sostanza, che divenne nell’uomo sostanza dell’Io. La doppia immagine dello Scorpione – Aquila cela in sé questo segreto dell’Io umano. Poiché nel corso dell’evoluzione successiva l’Io umano, come risultato della tentazione luciferica, insieme con la libertà assunse in sé anche una certa propensione al male. Da qui il duplice carattere dell’ Io, che per questo motivo nell’Apocalisse appare “ sotto forma di una spada a doppio taglio. (O.O.104,25.6.1908). Questa doppia immagine viene resa con straordinaria precisione nel Cenacolo di Leonardo da Vinci. In esso l’aspirazione sacrificale dell’Io umano, verso il suo Ideale superiore “ l’Io divino, è impresso nell’immagine di Giovanni – Aquila, che siede alla destra del Cristo – Gesù. L’aspetto opposto dell’Io, che desidera servire soltanto i suoi scopi egoistici, è Giuda-Scorpione. Fra i due si colloca Pietro, capace contemporaneamente e del massimo sacrificio : <<Tu sei pietra>> – gli dice il Cristo Gesù (Matteo.16,18) – e del tradimento. Tuttavia, con tutte le forze del suo spirito egli tende al primo. Sull’affresco ciò è evidenziato dal fatto che egli si china verso Giovanni. Sulla Terra gli Spiriti della Forma “Exusiai agiscono dal Sole. Perciò l’elemento principale attraverso il quale trasmettono la loro influenza è l’elemento della luce. In esso hanno una specie di veste esteriore. (O.O. 105, 7.7.1908) La loro vera essenza non appartiene alla luce esteriore, ma è affine alla luce spirituale * (12) Nota 12 . Il rapporto degli Spiriti della Forma con la luce è molto diverso da quello degli Arcangeli. Gli Arcangeli vivono e creano nella luce. Gli Exusiai“ Spiriti della Forma non hanno in essa che la loro rivelazione interiore. L’io umano che attraversa una corretta evoluzione aspira pur’esso alla luce spirituale. L’immagine di questa aspirazione si manifesta nell’Aquila in volo, che spira a sollevarsi sempre più in alto per assorbire pienamente in sé i raggi della Luce del Sole che saturano l’atmosfera. Il rapporto con la Luce Spirituale dell’Io strutturato in modo egoistico è opposto. Esteriormente questo rapporto si riflette nell’immagine dello Scorpione , che teme sfugge sempre la luce. Se lo si espone alla luce del Sole e lo si priva della possibilità di nascondersi ad essa, lo scorpione si suicida pungendosi. Da un altro punto di vista ancora la forza dello Scorpione-Aquila indica il loro legame con gli Spiriti della Forma . Nella metà dell’epoca Atlantica, all’epoca dello Scorpione , l’uomo proveniente dall’ambiente circostante la terra, per la prima volta mise piede sulla terra ferma. Contemporaneamente egli accolse le prime sostanze minerali nel suo corpo fisico, ciò che a poco a poco gli diede una forma permanente e compiuta. (O.O.105,10.8.1908) D’altro canto l’immagine dell’Aquila è maggiormente connessa all’ulteriore spiritualizzazione di ogni forma creata, a partire dalle forze dell’Io umano completamente evoluto. Nella personalità di Giovanni Evangelista troviamo un alto Iniziato il cui compito è il conseguimento di questo determinato scopo. Perciò fra i quattro Evangelisti, il suo simbolo è l’Aquila. Un rapporto particolarmente profondo con gli Spiriti della Forma è quello di Christian Rosenkreitz, la cui iniziazione, poco dopo il 1250, avviene proprio nel momento evolutivo dell’umanità in cui l’influenza spirituale degli Spiriti della Forma, all’opposto di quella fisica – sui fatti della terra era particolarmente forte (O.O.126,31.12.1910), ad un punto tale da poter agire, nel senso dell’impulso dell’Aquila, in modo spiritualizzante fino alla stessa forma fisica dell’iniziato.(O.O.130,27.9.1911). Questa iniziazione permette in seguito a Christian Rosenkreutz di assumere su di sé la nuova missione di trasformare lo Scorpione in Aquila, che per lui stesso sarà legato al martirio più grande al quale l’uomo possa sottoporsi (O.O. 20.6.1912) Va rilevato per concludere, un aspetto ancora dell’influenza delle forze dello Scorpione in relazione all’attività degli Spiriti della Forma. Poco dopo che essi ebbero donato all’uomo il principio dell’Io, avvenne la separazione dell’umanità in due sessi. Questa divisione si compì sotto l’influenza cosmica diretta proveniente dalla regione dello Scorpione (O.O.105,7.8.1908), ed ebbe come risultato la possibilità per l’uomo di trattenere dentro di sé una parte delle forze che egli prima utilizzava per la riproduzione dei suoi simili. Da queste forze trattenute si formò col tempo il cervello umano, come base fisica per l’evoluzione successiva dell’autocoscienza individuale. Tuttavia la conseguenza di ciò fu che da allora, alla sostanza puramente spirituale dell’Amore, di cui sono portatori per la Terra gli Spiriti della Forma, e che essi gradatamente imprimono nell’umanità dal primissimo inizio della sua evoluzione (O.O.121,11.6.1910), si mescolò la possibilità della sua alterazione, che si manifesta nella nostra epoca con la confusione dell’amore spirituale e dell’amore sensuale. Questa confusione diviene particolarmente pericolosa in una evoluzione occulta non corretta, come risultato della quale l’uomo, penetrando prematuramente nel mondo astrale, si espone al pericolo di soccombere all’influenza di determinati esseri demoniaci, che formano il seguito degli Spiriti della Forma rimasti indietro legati al processo di proliferazione delle diverse razze sulla Terra.(O.O.121,11.6.1911) Una conseguenza di ciò è la mescolanza di occultismo ed erotismo, che rischia di oscurare completamente l’autocoscienza nell’uomo.

 

“Sesta Notte Santa”

La regione della Bilancia è legata alla Gerarchia delle Dynameis o “Spiriti del Movimento”. Possiamo percepire questo legame reciproco prendendo in considerazione quanto segue. Se guardiamo il nostro sistema solare nel suo complesso, il Sole e i suoi pianeti che girano intorno, innanzi tutto ci colpisce un fatto riconosciuto anche dalla scienza esteriore “ tutti i pianeti, insieme con il Sole, formano un sistema così stabile e chiuso in sé stesso soltanto perché si trovano costantemente in un movimento di equilibrio l’uno nei confronti dell’altro. Dal punto di vista spirituale le cause del movimento reciprocamente equilibrato di tutti i pianeti del nostro sistema solare risiedono proprio nelle attività degli Spiriti del Movimento. Poiché, secondo Rudolf Steiner, questi Spiriti hanno il Sole come loro principale residenza, mentre le loro forze agiscono dal Sole verso i pianeti, e dai pianeti sulla Terra (O.O.13.4.1912), suscitando così un movimento regolare dei singoli pianeti, conseguenza del quale sono la stabilità e l’equilibrio di tutte le forze del nostro sistema solare. *(13) **** Nota 13 Quanto qui è esposto non contraddice le indicazioni di Rudolf Steiner, contenute nella conferenza del 10.4.1912(O.O 136), dove si parla del fatto che gli spiriti del Movimento sono maggiormente legati al movimento interno dei pianeti, mentre il movimento esteriore dei pianeti attraverso lo spazio è suscitato dagli Spiriti della Volontà: la coordinazione e l’ordine in tutto il sistema planetario, invece è realizzato dai Cherubini. Tutto si spiega completamente se si considera ciò che Rudolf Steiner dice più avanti nello stesso ciclo : <<Serafini, Cherubini,Troni, spiriti della Saggezza, fin qui e per tutti i pianeti del nostro sistema planetario presi separatamente, il risultato per lo sguardo occulto è il medesimo, sia che osserviate Marte o Giove, Mercurio o Venere. Troverete ovunque, se considerate il lavoro dei Serafini, cherubini, Troni e Spiriti della Saggezza, gli stessi risultati. Al contrario non troviamo più gli stessi risultati, se consideriamo per gli altri pianeti del nostro sistema ciò che proviene come modo di azione degli Spiriti del Movimento e dagli Spiriti della Forma…. Così che noi dobbiamo distinguere particolari Spiriti del Movimento per ogni singolo pianeta del nostro sistema planetario>> Noi vediamo dunque da queste parole che i Cherubini ei Troni provocano il movimento dei pianeti e lo armonizzano a partire dal fatto che è il medesimo per tutti i pianeti. Gli Spiriti del Movimento invece, che hanno la loro dimora principale sul Sole (13.4.1912, portano, a partire di là, i pianeti in una condizione di equilibrio relativamente alle loro proprietà e particolarità, che conferiscono ai loro movimenti un carattere più individuale, differente per ogni singolo pianeta. Si può anche dire che le influenze cosmiche generali, provenienti dai Cherubini e dai troni, all’inizio si individualizzano, e poi vengono nuovamente equilibrate dagli Spiriti del Movimento, e come risultato di ciò il nostri sistema planetario si presenta come un tutto così diverso e vario nelle sue singole parti e tuttavia perfettamente armonico.**** Dal punto di vista della conoscenza ispirata una tale azione reciproca di tutte le forze del nostro sistema solare, sotto la direzione degli spiriti del Movimento, si esprime in ciò che ancora nell’antichità i pitagorici chiamavano musica delle sfere: essa è l’espressione vivente dell’equilibrio mobile che regna nel nostro cosmo planetario. Il suo riflesso sulla Terra è costituito dalle proprietà chimiche della materia, anch’esse basate sull’equilibrio mobile fra i processi di combinazione e di disaggregazione nel mondo fisico. Tuttavia in rapporto alla Terra gli Spiriti del Movimento adempiono ad un altro compito del tutto particolare: essi agendo dalla periferia, dalla sfera dei pianeti, trattengono e bilanciano le forze dei Troni, che si propagano dal centro della Terra; la conseguenza di ciò è l’apparire e l’intero configurarsi della superficie terrestre. << Ciò che vi è qui in realtà, è un pareggio di forze e in certo qual modo un contratto fra gli Spiriti della Volontà e degli Spiriti del Movimento, che viene concluso in modo che la Terra possa configurarsi nei modi diversi>>.(O.O.121,11.6.1910). Gli Spiriti del Movimento possono compiere tutte le azioni qui descritte soltanto grazie al loro legame con la regione zodiacale della Bilancia, le cui forze spirituali iniziarono a manifestarsi attraverso gli Spiriti del Movimento già sull’antica Luna. Poiché già allora il loro compito principale fu di mettere in equilibrio e nel giusto rapporto Il Sole e la Luna che si erano separati l’uno dall’altra e la cui posizione nel Cosmo fu allora simile ai due piatti di una gigantesca bilancia, che necessitavano di un loro equilibrio. Nell’anima degli esseri dell’antica Luna dalla esperienza di questo equilibrio sorse un sentimento di malinconia interiore : al contrario, l’equilibrio suscitato dagli Spiriti del Movimento portava la soddisfazione e la possibilità di una ulteriore evoluzione.(O.O.132,21.11.1911)

 

“Settima notte Santa”

La regione della Vergine è legata alla Gerarchia delle Kyriotetets o “Spiriti della Saggezza”. Fin dal primissimo inizio, l’immagine della Vergine Celeste, come indicazione dell’essenza cosmica della Divina Sofia, della Saggezza originaria del Mondo, ci disvela il suo legame profondo con questa Gerarchia. Una indicazione più precisa dell’azione delle forze provenienti dalla Regione della Vergine attraverso la Gerarchia delle Kryotetes nel corso dell’evoluzione di Saturno, del Sole e della Luna, ci è data dall’immaginazione della Sposa-Vergine, rivestita di Sole nel dodicesimo capitolo dell’Apocalisse. In questa immagine le dodici stelle intorno alla sua testa parlano dell’attività degli Spiriti della Saggezza durante l’evoluzione di Saturno * (14) quando essi ordinarono tutto in modo tale che <<potesse aver luogo una concordanza, fra l’unico corpo celeste allora esistente, fra Saturno e l’intero Universo >>.(O.O. 110, 14.4.1909) ****** nel quinto sigillo dell’Apocalisse sono raffigurate soltanto nove stelle, il che rinvia al processo graduale di formazione del centro dello Zodiaco, durante l’antico Saturno.(O.O.284)***** L’immagine del Sole poi di cui è rivestita la Vergine (Rudolf Steiner parla anche della Vergine che genera il Sole, indica l’attività degli Spiriti della Saggezza durante la seconda incarnazione della nostra Terra, quando si donarono all’umanità, prendendolo dalle forze solari cosmiche, il corpo eterico, dotandola, in tal modo del principio della vita. Infine la Luna ai piedi della Vergine indica l’attività degli Spiriti della saggezza durante l’evoluzione dell’antica Luna, come conseguenza della quale sulla terra ebbe origine l’Argento (O.O.163,14.4.1912), il metallo che testimonia il superamento delle forze lunari inferiori da parte di quelle superiori del Sole. Noi troviamo impresse nel più alto grado tutte queste qualità nell’immagine di Maria del Vangelo di Luca, che come il riflesso terreno dell’essere stesso della Sofia Celeste. Il suo legame con il Cosmo Spirituale, la sua disponibilità a generare <<l’Anima Vivente>>*(15), il Bambini Gesù della linea nathanica di Davide, destinato ad accogliere in sé il Sole Spirituale del Mondo e, infine, la sua purezza ed innocenza, che si esprime nella piena compartecipazione alle forze inferiori lunari, -tutte queste qualità vennero da lei trasmesse poi all’altra Maria, la Maria del Vangelo di Matteo, unendosi a lei, a partire dal Mondo Spirituale, al momento del Battesimo nel Giordano.(O.O.114,19.9.1909). Così ebbe origine quella entità di Sposa Vergine, che era destinata a diventare per tutta l’umanità cristiana la portatrice della più alta Virtù umana. L’immagine cosmica originaria di questa massima virtù umana va cercata nell’antico Sole, presso la Gerarchia delle Kyriotetes“ Spiriti della Saggezza, immersi nella contemplazione del grande Sacrificio, offerto dai Troni ai Cherubini. Poiché << attraverso la contemplazione di queste azioni sacrificali, essi sono indotti ad irraggiare ciò che è il loro proprio essere : fluente, fluttuante saggezza come << Virtù donatrice >>.(O.O.132, 7.11.1911) La rappresentante di questa <<Virtù donatrice>> all’interno dell’umanità è questa entità divergine –sposa che in tutto il mondo cristiano è venerata quale “ Madre di Dio, come riflesso terreno della Sofia Celeste. Tuttavia per divenire la sua rappresentante, le fu necessario accogliere nel suo cuore l’alta saggezza Sacrificale, derivante dal condividere la vita terrena del Cristo Gesù, saggezza che doveva trapassare il suo cuore con la spada , perché da esso si riversasse nel mondo degli uomini la più alta <<Virtù donatrice>>“ ( schenkendeTugend ).

 

“Ottava Notte Santa”

La regione del Leone è legata alla Gerarchia dei Troni, o “Spiriti della Volontà”. Prima di passare ad esaminare questo legame reciproco è indispensabile osservare che già a partire dalla regione zodiacale della Bilancia si ha un determinato spostamento nel suo rapporto con le corrispondenti Gerarchie. Ciò è legato al fatto che le forze, che in un ciclo evolutivo appaiono in modo piuttosto esteriore, nel ciclo successivo agiscono già come le forze interiori di determinati esseri. Così gli Spiriti del Movimento sono per la loro propria essenza i reggenti dell’antica Luna. Tuttavia a quel tempo essi preparano già attivamente l’evoluzione della Terra attuale, come pianeta sul quale la saggezza dell’antica Luna deve diventare <<mobile>>, creatrice, all’interno degli esseri umani popolanti la Terra. Perciò il loro simbolo “ la Bilancia , appartiene propriamente alla Terra, non alla Luna. Poiché fra tutti i segni dello Zodiaco solo la Bilancia è <<un essere inanimato>>, creato dalla saggezza creatrice dell’uomo. Essa ci indica con ciò che, sotto l’influsso degli Spiriti del Movimento, <<la saggezza del mondo esteriore>>, proviene dall’antica Luna, << diventa saggezza interiore negli uomini ( cioè saggezza mobile, creatrice )>> (O.O.13),per metamorfosi gradatamente dopo aver impregnato l’io dell’uomo, donatogli sulla terra dagli Spiriti della forma sotto il loro influsso, in forze d’Amore. Ritroviamo un simile spostamento anche in relazione al segno della vergine. Gli Spiriti della Saggezza, legati alla Regione della Vergine sono i Reggenti dell’antico Sole. Tuttavia ciò che essi, in senso spirituale, compiono in quel periodo trova la sua espressione esteriore soltanto sulla Luna, che allora, sotto l’influsso degli Spiriti del movimento diventa il pianeta della Saggezza (a differenza della Terra, sulla quale deve nascere l’Amore )(O.O.102,24.3.1908) Perciò il loro simbolo è per eccellenza lunare- la Vergine che porta le forze solari sono in forma segreta al suo interno. Infine gli Spiriti della Volontà, i Troni sono innanzitutto reggenti sull’antico Saturno, che apparve grazie ad un sacrificio cosmico superiore, che offrirono allora i Troni ai Cherubini. Queste forze di sacrificio divennero in seguito sull’antico Sole forze interiori di stimolo a tutta l’evoluzione solare. Per questo motivo nel cerchio della Zodiaco ai Troni è particolarmente legato il segno solare del Leone . L’espressione più elevata di questo sacrificio solare, proveniente dall’interiorità fu sull’antico sole l’atto sacrificale dell’essere del Cristo, descritto da Rudolf Steiner nella sua ultima conferenza del ciclo << L’uomo alla luce dell’occultismo teosofia e Filosofia >> (O.O.137) Tuttavia nell’immagine stessa del Leone è contenuto anche il rinvio a qualità interiori molto precise, che nel Macrocosmo sono proprie degli Spiriti della Volontà. Fin dall’antichità l’immagine del leone è sempre stata considerata un segno di dignità regale superiore. Non a caso il trono di Re Salomone era ornato da due e dodici Leoni d’oro.(Re I 10,18,20). Poiché nell’immagine del leone abbiamo il passaggio della volontà sacrificale alle forze cordiali del coraggio, alla disposizione a realizzare all’esterno le prestazioni della Volontà superiore, a partire dalla propria interiorità. Troviamo in seguito questa combinazione di sacrificio (della Volontà) e di coraggio, nelle parole con cui Rudolf Steiner caratterizza l’immaginazione dei doni sacrificali dei Troni ai Cherubini sull’antico Saturno: <<I troni nella loro disposizione al sacrificio, alla cui base stanno la forza, il coraggio, come inginocchiati davanti ai Cherubini e innalzanti verso di loro l’offerta…>> (O.O.132,31.10.1911).* (16) ****Nota (16) Descrivendo il primissimo periodo di Saturno e gli Spiriti della Volontà che vi operavano, Rudolf Steiner li caratterizza nel modo seguente . <<Impariamo a conoscere giustamente questi Spiriti della Volontà, – se essi diventano per noi qualcosa di oggettivo, si potrebbe dire : un amore fluttuante di coraggio …. Non è semplicemente un mare indifferente, indifferenziato; ma tutte le possibilità e differenziazioni di ciò che si può definire come sentimento del coraggio ci vengono incontro quando incontriamo degli esseri che sono altrettanto reali di un uomo in carne ed ossa, e che pure non sono fatti di carne, bensì di coraggio….. Come tali entità noi incontriamo gli Spiriti della Volontà; e in primo tempo noi denominiamo come <<Esistenza di Saturno>> soltanto ciò che sono gli Spiriti della Volontà , che consistono di coraggio e di null’altro…. Su Saturno dappertutto troviamo gli Spiriti del Coraggio o della Volontà>> così l’antico saturno si formò da una specie di mare di coraggio ( il coraggio è l’attributo principale del Leone) : Nel seguito della sua evoluzione, dal sacrificio igneo dei Troni si formarono delle uova di calore – prima forma del corpo fisico dell’uomo – la cui origine è legata, secondo le parole di Rudolf Steiner, all’attività dei Troni, proveniente dal segno del Leone . Infine il confluire di tutte le uova di calore in un tutto unico alla fine dell’evoluzione dell’antico Saturno avviene pure ad opera delle forze del Leone. Così durante l’epoca di Saturno i Troni agiscono tre volte dalla costellazione del Leone; all’inizio – nel mezzo – alla fine abbracciando e determinando in tal modo tutta l’esistenza.****** Più sopra in relazione alla descrizione della regione della Bilancia nel suo rapporto con lo Spirito del Movimento, è stata menzionata la loro attività equilibratrice in rapporto con le irradiazioni degli Spiriti della Volontà dal centro della Terra. Queste irradiazioni, che Rudolf Steiner definisce come << le azioni dei Troni>>(O.O. 121,11.6.1910), si possono presentire nell’immagine del possente Leone , che esce da una grotta montana, armato dalla sua forza attiva e dalla sua dignità regale. Le forze di coraggio interiore, che derivano dalla regione zodiacale del leone possono aiutare particolarmente l’uomo ad acquisire un giusto rapporto con tutte le prove che gli invia il suo destino, a mettersi nel giusto rapporto col suo proprio Karma, ad imparare a portarlo e a lavorare coscientemente su di esso.*(17) Un lavoro del genere può portare a sua volta l’uomo ad un rapporto più cosciente con la gerarchia dei Troni. Poiché ciò che questa Gerarchia compì un tempo sull’antico Saturno, queste <<leggi dell’antico Saturno>> in forma completamente trasformata continuano a vivere nell’epoca attuale, esprimendosi nelle leggi Karmiche del destino individuale dell’uomo.(O.O.161,10.1.1915) Nel ciclo dell’anno il periodo che sta sotto il segno del leone va dalla fine di luglio all’inizio di agosto. In agosto la forza della luce solare inizia gradatamente a diminuire, mentre più forte diventa la sua azione di calore. Questo periodo dell’anno particolarmente caldo conserva in sé l’ultima debole eco del ricordo naturale dello stato dell’antico Saturno, dell’effusione sacrificale della sostanza di calore da parte degli Spiriti della Volontà ( Troni.).

 

“Nona Notte Santa”

La regione del Cancro è legata alla Gerarchia dei Cherubini “ Spiriti dell’Armonia. Lo stesso segno del cancro è la modificazione dell’antico simbolo del vortice che esprime un legame armonico di due processi o cicli, il passaggio corretto ed armonioso di uno nell’altro, corrispondente alla Saggezza Universale. <<Esiste>> dice Rudolf Steiner <<nei mondi superiori un processo che si svolge anche nel mondo fisico: la rotazione del vortice. Potete osservare la rotazione del vortice anche guardando una nebulosa di Orione Li voi vedete una spirale . Solo che il fenomeno è sul piano fisico. Tuttavia potete considerarlo su tutti i piani. Esso si presenta come una spirale che passa nell’altra.(O.O.96,20.10,1906) Perché un tale passaggio da un processo o spirale in un altro, avvenga in modo armonico in accordo con la saggezza Universale, va diretto su tutti i piani dai Cherubini. Poiché la saggezza Universale, pervenuta fino ad una Armonia superiore, << una Saggezza che si è accumulata in migliaia, milioni di anni di evoluzione del mondo ci scorre incontro con sublime potenza a partire dagli esseri che noi chiamiamo Cherubini >> Poiché la saggezza universale, pervenuta fino ad una Armonia superiore,<<Saggezza che si è accumulata in migliaia, milioni di anni di evoluzione del mondo ci scorre incontro con sublime potenza a partire dagli esseri che noi chiamiamo Cherubini (O.O.136,7.4.1912) Se ci volgiamo ora a considerare i processi stessi, diretti dai Cherubini secondo la legge del Vortice armonico, fra questi processi dobbiamo anzitutto osservare il sorgere e il passare da uno stato planetario all’altro. Per esempio la comparsa dell’antico Saturno a partire da quello che nell’occultismo viene descritto come “<< pace beata nella Durata >>.(O.O.104,19.6.1908) In seguito il passaggio da Saturno al sole, ecc. Inoltre le stesse spirali del vortice corrispondono agli stati di manifestazione, o manvatara, e la rottura fra di essi ai pralaya. Per tramite delle Gerarchie inferiori questi processi si ripetono poi in cicli più piccoli : per esempio nel passaggio da una ronda, o globo, ad un altro ecc. Anche nella natura esteriore osserviamo simili processi. La pianta che si sviluppa in estate, in autunno si trasforma in seme, il quale nel corso dell’inverno << muore >> nella terra cioè passa attraverso una specie di pralaya microcosmico, per giungere nuovamente ad una nuova manifestazione nella primavera successiva. (O.O.110,14.4.1909). Tutti questi processi in quanto fluiscono sia nella natura esteriore, sia sui piani superiori dell’esistenza fino ai più elevati nella saggezza armonica, vengono retti precisamente dagli Spiriti dell’Armonia – i Cherubini. Se i Serafini ricevono direttamente dalla Divinità stessa il loro compito superiore, allora i Cherubini lo trasformano in modo tale che esso possa dare il primo impulso ( dal centro del vortice, dove le due spirali sono dischiuse) verso una nuova manifestazione, che poi in seguito viene condotta più lontana e realizzata dei Troni.(O.O.110 14.4.1909) Tuttavia i passaggi in questione, da uno stato o ciclo ad un altro, possono avere un carattere più drammatico. Per esempio, in quell’avvenimento, che fu descritto da Rudolf Steiner come il rifiuto di una parte dei Cherubini sull’antico Sole ad accettare il sacrificio cosmico, portatogli dai Troni. Questo avvenimento influì in seguito su tutto il successivo sviluppo, dando origine, nell’evoluzione universale, ad un vortice particolare.(O.O.132,14.11.1911) In seguito, in modo completamente diverso, il vortice della spirale agì nell’epoca che è direttamente sotto il segno del Cancro , nel passaggio dall’Atlantide all’evoluzione post-atlantica. E di nuovo, in modo completamente diverso si manifesta questo impulso durante l’ingresso di cristo in Gerusalemme descritto nel 21° capitolo del Vangelo di Matteo (O.O.123,11.9.1910), dove innanzi a noi si rivela l’immagine dell’ingresso dell’essere del Cristo in tutta l’evoluzione storico-culturale dell’umanità, il che provoca un vortice completamente nuovo.* (18) **** nota (18) In modo insolitamente drammatico viene descritto nel Vangelo di Matteo l’ingresso di questo nuovo vortice nel divenire storico culturale dell’umanità. Così il capitolo 21 descrive la nascita di questo vortice nella profondità del quarto periodo di cultura “ l’entrata del Cristo in Gerusalemme, la cacciata Tempio. Più avanti capitolo 22, ci viene segnalato lo sviluppo del vortice nel quinto periodo di cultura “ il dialogo con i farisei e Sadducei come rappresentanti della futura civiltà materialistica. Poi nel capitolo 23 è descritta l’azione del vortice nel sesto periodo di cultura “ condanna dei farisei e persecuzione dei profeti. Infine nei capitoli 24 e 25 si tratta del culmine di tutta l’evoluzione, nel settimo periodo di cultura e nel suo passaggio attraverso il periodo de “<<la guerra di tutti contro tutti >> verso un nuovo ciclo di evoluzione 0 piccola apocalisse, distruzione del tempio le guerre, le persecuzioni, l’arrivo del Figlio dell’Uomo e il giudizio dei popoli. ***** In tutti gli avvenimenti elencati, sebbene in modi molto diversi, agiscono forze che provengono dalla sfera dei Cherubini, che si modificano nella regione cosmica del Cancro e provocano l’impulso del vortice, che favorisce il passaggio da un ciclo all’altro.*** Connessi al segno del Cancro e all’attività dei Cherubini, vanno ancora rilevati due fatti. In primo luogo è straordinariamente importante il fatto che proprio i Cherubini fra le Gerarchie Superiori sono gli Spiriti che, durante il periodo dell’antico Sole, formarono tutto il cerchio dello Zodiaco all’incirca in quella forma che esiste attualmente. E’ vero che il cerchio dello zodiaco esisteva già sull’antico Saturno, ma allora , secondo le parole di Rudolf Steiner : << i segni >> erano ancora << non così densi >> e compatti come durante l’esistenza del Sole.(O.O.110,17.4.1909). E così << ciò che attualmente viene chiamato Zodiaco in senso materiale …. Deve essere ricondotto alla creazione dei Cherubini, che agivano verso il basso dal Cerchio dell’Universo sull’antico sole, che irraggiava in questo Universo la sua forza come forza di luce (O.O. 110,13.4.1909) Con altre parole formano intorno all’antico Sole una specie di involucro protettivo, che abbraccia tutto l’attuale cerchio dello Zodiaco ed è particolarmente legato alla regione zodiacale del Cancro Ciò che abbiamo detto e confermato dalla nostra forma stessa di questo segno, che si trova nel punto più alto del cerchio dello Zodiaco, che sembra avvolgere una certa sfera e la rinchiude dal mondo esteriore. Il polo opposto al Cancro è la Regione del Capricorno , dal quale agiscono le forze degli Arcangeli e questa polarità forma tutta l’esistenza dell’antico Sole – Gli Spiriti delle Gerarchie che presero parte direttamente all’evoluzione dell’antico Sole, appartenevano ai ranghi spirituali che vanno dai Cherubini agli Arcangeli (O.O.132,7.11.1911) Inoltre il segno del Cancro è legato nell’organismo umano alla cassa toracica, i primi embrioni della quale si formarono sull’antico Saturno. Più tardi , sull’antico Sole, quando si formò definitivamente lo Zodiaco dodecadico ( sull’antico Saturno non ancora dodecadico, si formò pure il primo embrione del futuro cuore, allora, sotto l’influsso delle forze del Cancro , la struttura della cassa toracica umana divenne il riflesso del grande macrocosmico . al centro il cuore – “ il Sole,*(19) Chiuso nell’involucro della cassa toracica, consistente di dodici paia di costole, come riflesso dello Zodiaco dodecadico, formato durante l’antico Sole dai Cherubini, con la speciale partecipazione delle forze provenienti dalla regione cosmica del Cancro . ****Nota (19)*. I primissimi germi del cuore umano risalgono all’esistenza di saturno. Allora essi furono posti dalla Gerarchia dei Troni, che agivano dalla Regione Zodiacale del Leone . Perciò il cuore non è legato soltanto all’elemento della vita “ circolazione sanguigna – questa funzione gli fu conferita soltanto sul Sole – ma è anche l’organo di percezione del calore animico.***** Un secondo fatto a cui si deve porre attenzione nel collegamento che abbiamo esaminato è la nascita sotto il segno del Cancro di Giovanni Battista .Se il segno dell’Acquario ci mostra più direttamente un determinato essere Angelico che attraverso esso agisce, il legame di Giovanni battista con la regione del Cancro, dal punto di vista del tutto particolare, ci caratterizza la sua individualità e la sua missione in quanto precursore e preparatore del cammino terrestre per il Cristo Gesù, e ciò propriamente in relazione alla gerarchia dei Cherubini. Infatti proprio questa Gerarchia gioca un ruolo del tutto particolare nel suo destino. Dalle comunicazione di Rudolf Steiner è noto che nella personalità di Giovanni battista o Elia, abbiamo a che fare con una individualità antichissima dell’umanità, in un certo senso con l’individualità dello stesso Adamo.(O.O.114,19.9.1909) D’altro canto, dalla storia biblica del peccato originale noi sappiamo che dopo la cacciata di Adamo dal paradiso, Dio ne pose all’ingresso << un Cherubino con la spada fiammeggiante e roteante>> (Genesi,3,24), il che ebbe come risultato la separazione dell’umanità da quella sfera macrocosmica del Dio Padre, posta oltre lo Zodiaco, dalla quale un tempo il Cristo discese sul Sole. *** (20) **** Nota(20) Secondo il sistema Tolemaico, i Cherubini sono una Gerarchia legata unicamente alla sfera dello Zodiaco. Tutte le Gerarchie inferiori sono legate ancora alle sfere planetarie. I troni a Saturno- Le Signorie a Giove- Le Podestà a Marte – Ecc.**** Questa esperienza del Cherubino con la spada di fuoco, che non permette più all’uomo di entrare in questa regione superiore, continuò a vivere, come potente impulso animico, attraverso tutte le successive incarnazioni di questa individualità fino a Giovanni Battista, trasformandosi progressivamente in quella attitudine puramente interiore, che ci è nota attualmente come Voce della Coscienza e che, in base alle indagini di Rudolf Steiner, nel suo aspetto superiore, proviene proprio dalla gerarchia dei Cherubini. Che cos’è dunque la voce della coscienza? Non è altro che la capacità di comprendere l’Evento del Cristo, che nasce nell’umanità contemporaneamente a questo Evento :<< Come ad Oriente sulla Terra sorge l’Amore, in Occidente appare la coscienza. Sono due cose legate, due cose che vanno insieme e appartengono allo stesso ambito Non appena appare il Cristo in Oriente, in Occidente si desta la Coscienza per accogliere il Cristo come Coscienza. In questo contemporaneo insorgere del fatto dell’evento del Cristo e della comprensione dell’evento del Cristo …… vediamo agire una infinita saggezza, presente nell’evoluzione.(O.O. 116,2.5,1910) Così l’impulso della coscienza nasce dapprima in occidente. Circa 500 anni prima della Nascita di Cristo penetra in Grecia (O.O.116,2.5.1910) poi alla Svolta dei Tempi attraverso Giovanni battista – in Palestina, per incontrarvi, nella sua persona, per la prima volta il Cristo.*(21) **** Nota (21) Vedi pag,38 Secondo le indicazioni di Rudolf Steiner l’impulso della coscienza morale nell’ambito dei popoli germanici e nordeuropei fu preparato ancor prima del VI secolo precristiano del futuro Gautama Budda, che si trovava a quell’epoca ancora allo stadio di Bodhisattva e agiva fra di loro con nome di <<Wotam>> In seguito questo impulso si diffuse gradatamente in Oriente fino alla Grecia. Tuttavia per l’antico popolo ebraico abituato alla legge di Mosè, l’impulso interire della voce della coscienza al tempo degli Eventi di Palestra era ancora estraneo. Per questo Giovanni Battista costituì nel suo ambiente una vera e propria eccezione, determinata innanzitutto dal suo passato Karmico individuale. Questa particolare posizione di Giovanni Battista nell’ambiente del popolo ebraico, che con più chiarezza viene dedotta dalle parole che rivolge ai Farisei e sadducei, si rivelò in seguito una causa piuttosto interiore del suo martirio. ****** La coscienza, – dice Rudolf Steiner è “<< il sentimento dell’Io, che eleva gli uomini dal basso verso l’alto, che parla già come Voce di Dio nell’anima senziente, dove altrimenti parlano solamente le pulsioni, i desideri e le passioni, e vi parla con l’impulso di fare il bene, per spingersi verso l’Io superiore. Ogni anima non purificata viene svuotata dalle sue passioni e dalle sue brame; a causa di esse l’anima diventa un deserto sterile, ma da questo deserto può risuonare la Voce di Dio, la Voce della Coscienza, che annuncia, l’avvicinarsi del << Signore >>dell anima, <<Kryos l’Io>>(O.O.124,6.12.1910)*(22) **** Nota (22)Matteo,3,3 e Marco 1,3 Confrontare anche le indicazioni di Rudolf Steiner a Proposito di Elia in cui abbiamo, in un certo senso, lo Spirito di popolo degli antichi ebrei che agisce come Spirito Io “ ( collegare G.B che mi porge da bere nella ciotola di legno nel deserto ancora prima di incontrarlo e di conoscerlo). E che durante la vita terrena di Giovanni Battista, staccandosi dallo Spirito di gruppo, doveva diventare. Impulso dell’Io individuale, che vive nell’anima di ogni singolo uomo.****** Così dalla Saggezza della Guida Universale stessa fu consentito a Giovanni battista di incontrare per la prima volta il Cristo sulla Terra, affinché per le forze della sua Coscienza, Lo riconosce e Lo additasse a tutta l’umanità. E Giovanni lo fece, designando il Cristo come l’Agnello di Dio(Giovanni 1,369 testimoniando in tal modo la sua origine cosmica, il Suo legame col mondo stellare, con la sfera zodiacale, emersa sull’antico Saturno grazie all’attività dei Cherubini. E questa << immaginazione ispirata >> (O.O. 130,20.9.1912) viene destata in lui proprio dall’Impulso della coscienza, le cui fonti sono da ricercarsi presso quella stessa Gerarchia. Per concludere possiamo aggiungere ancora quanto segue. Come sappiamo dalle conferenze di Rudolf Steiner, dopo la sua morte, l’essere spirituale di Elia “ Giovanni Battista diventa l’anima di gruppo degli apostoli, formando intorno al Cristo- Gesù quell’atmosfera di protezione e di difesa nella quale Egli può nel modo migliore compiere le Sue Azioni(O.O. 130,20.9.1912). Se ora non temiamo un paragone che può suonare paradossale, si può dire che l’azione protettiva svolta dall’entità soprasensibile di Elia “ Giovanni il Battista, fu simile al ruolo che svolge nell’organismo umano la cassa toracica in relazione al cuore, come sole interno alla sua organizzazione fisica.
“Decima Notte Santa”

Legata alla regione dei Gemelli, Gerarchia dei Serafini o “Spiriti dell’Amore”. Un riflesso terrestre dell’Impulso Macrocosmico dell’Amore che essi rappresentano nell’universo è dato dal mito greco dei Gemelli Di oscuri, “ Castore e Polluce. Secondo questo mito Castore è figlio di Leda e del re Tindaro, Polluce è figlio di Leda e di Zeus. Perciò Polluce è immortale e Castore è mortale. Insieme entrano in lite con i loro parenti “ gli Afaridi, e riconquistano presso di loro la mandria di tori che avevano rubato*(23) ****Nell’immagine della Battaglia dei Di oscuri per la mandria di Tori, in forma terrena, è indicato l’avanzamento dalla regione dei Gemelli verso la regione del Toro. Nel Macrocosmo a ciò corrisponde l’incessante aspirazione dei Serafini verso la sfera dello Spirito Santo posta << sopra di essi>>. **** Nella battaglia Castore muore per mano degli Afaridi. Polluce, per amore del fratello, è pronto a sacrificare per lui la sua immortalità e chiede a Zeus di mandargli la morte. Zeus allora, per ricompensarlo del suo amore fraterno, colloca in Cielo entrambi i Discouri, trasformandoli nella costellazione dei Gemelli “ (anime gemelle). Per valutare correttamente le basi occulte di questo mito, va ricordato qual era più in generale lo stato d’animo degli antichi Greci nei confronti di fenomeni come la morte e la immortalità. Questo stato d’animo consisteva nel fatto che gli antichi Greci stimavano sopra ogni cosa al mondo la forma perfetta del corpo umano, la quale li dotava di una coscienza forte e chiara di se stessi, dell’autocoscienza. Perciò la morte che distrugge questa forma ed insieme ad essa la coscienza di sé nella sua forma terrena, era per gli antichi Greci il male peggiore, col quale essi non poterono mai interamente conciliarsi. << Nell’ellenismo>> dice Rudlof Steiner << abbiamo un’umanità che amava e apprezzava al massimo grado la forma esteriore del corpo fisico e ha provato tutta la tristezza che è possibile provare quanto questo viene distrutto dalla morte>>, così che ellenismo << dava il massimo valore alla forma esteriore del corpo fisico in quanto forma esteriore dell’Io….. ( e perciò ) il Greco diceva : “ stimo talmente il mio Io, che non è che con orrore che guardo a quel che sarà del mio Io dopo la morte….>> Ed è <<pienamente greco che l’eroe dica : “ Meglio essere un mendicante in questo mondo” “ cioè nella forma corporea, che un re nel regno delle ombre”….>> (O.O.131,9.10.1911). (24) ****Nota(24) Quanto detto sulla forma corporea, nel caso dei Di oscuri può essere ancora rafforzato, se si considera che nella stessa conferenza R. S. richiama l’attenzione su << quel meraviglioso sviluppo nel corpo umano nella ginnastica greca, nei grandi giochi greci…. In effetti i di oscuri furono onorati in Grecia, in particolare a Sparta, come protettori della ginnastica e difensori della comunità sociale ( dello stato ).**** Da quanto riportato emerge con chiarezza il carattere del rapporto dei greci col problema della morte e dell’immortalità, che, alla luce di quanto esposto, era per loro il massimo bene concepibile sulla Terra. Perciò sacrificare per amore di un altro uomo la propria la propria immortalità era, nella concezione di un antico greco, il sacrificio più grande del quale potesse essere capace un essere umano. Così nel mito dei Di oscuri abbiamo l’indicazione del “ Supremo grado dell’Amore, che nella concezione dell’uomo antico poteva essere raggiunto dall’uomo terrestre. Se vogliamo, ora, trovare una corrispondenza in epoca cristiana, è necessario considerare che dal momento dell’ingresso nell’evoluzione terrestre dell’Impulso del Cristo, non vi è più amore basato sui legami del sangue (i Discouri sono fratelli per parte di madre ), ma è l’Amore puramente spirituale del Cristo del Cristo l’impulso per l’estremo sacrificio. E’ l’amore di due amici, divenuti grazie a questo amore fratelli non di sangue, ma nel nuovo Spirito del Cristo Vi è ancora una differenza. Come si è visto, in epoca precristiana il bene più alto per l’uomo terrestre era il conseguimento dell’immortalità. Nella cristianità il bene più alto diventa l’anima stessa, cioè l’Io umano, il quale, come portatore dell’immortalità individuale,*(25) fin dall’inizio viene messo al centro della coscienza cristiana. **** Nota (25) .Nel Vangelo secondo Matteo il Cristo stesso, in due parabole, testimonia di questo passaggio importante nell’evoluzione dell’umanità. Così Egli dice ai farisei:<< Guai a voi guide cieche! Che dite “ se uno giura per il Tempio non è niente; ma se non giura per l’oro del Tempio resta obbligato. Insensati e ciechi! Che cosa è più importante, l’oro o il Tempio che santifica l’oro? E voi dite ancora: Se uno giura per l’altare, non è niente, ma se uno giura per l’offerta che c’è sopra, resta obbligato. Ciechi! Che cosa è più importante, l’offerta o l’altare che santifica l’offerta?. Chi dunque giura per l’altare, giura per esso e per tutte le cose che vi stan sopra, e chi giura per il Tempio giura per esso e per chi lo abita>> In questo caso il tempio e l’altare significano l’anima ( l’Io umano ), e l’oro è ciò che sta sull’altare (l’offerta), l’immortalità. ******* Perciò l’amore cristiano sta infinitamente al di sopra dell’amore antico, poiché esso è pronto a sacrificare non solo l’immortalità, ma anche il suo stesso portatore, il suo patrimonio più prezioso, il suo proprio io, per riceverlo nuovamente come autentico Io immortale, dal Cristo Stesso. Ciò avviene, allora come risultato della realizzazione del principio fondamentale di tutti gli autentici Misteri cristiani- << Non io, ma il Cristo in me >>. Questo amore supremo, puramente serafico ci è indicato anche nelle seguenti parole del Cristo : << Questo è il mio comandamento; amatevi gli uni con gli altri, come io ho amato voi. Non c’è un amore più grande di questo, di uno che dia la vita per i suoi amici. Voi siete miei amici se fate quel che vi comando>>. (Giovanni, 15,12-14) Così parla il Cristo sul discorso d’addio ai suoi discepoli. Poi egli stesso realizza questo amore. Egli ne diventa il supremo prototipo per tutti gli uomini, sacrificando per la realizzazione del mistero del Golgota le forze macrocosmiche del suo Io.* (26) ****Nota (26) Vedi dati più precisi nel libro <<Rudolf Steiner e i Misteri fondamentali del nostro tempo >> al capitolo 3, e anche le conferenze del 23.9.1912.(O.O. 139 e del 3.10.1913(O.O.148).**** Proprio di questo amore ci parla il suo discepolo più prossimo e testimone diretto di tutti gli avvenimenti da lui descritti “ Giovanni : << Da questo abbiamo conosciuto l’amore, perché egli ha dato la sua vita per noi: e così noi dobbiamo dare la nostra vita per i fratelli….. Figliolini miei, non amiamo a parole e con la lingua, ma con l’opera e la verità >>. (1° lettera di Giovanni,3,16 e 18) * (27) **** Nota (27) Nella presente citazione dalla lettera dell’Apostolo Giovanni, ma anche nella citazione sopra riportata dal suo vangelo, nelle traduzioni tedesche e di Lutero e di E. Bock, al posto della parola <<anima>> vi è dappertutto la parola <<vita>> La parola <<anima>> tuttavia è presente nella traduzione russa dei passi indicati e sembra più precisa all’autore, poiché in senso occulto qui si tratta propriamente del sacrificio dell’Io, come centro dell’anima, compiuto nello spirito delle parole dell’Apostolo Paolo : << non io, ma il Cristo in me >>. Poiché come Cristo, durante il Mistero del Golgota sacrificò il suo Io Macrocosmico al Padre “ ( Padre! Nelle Tue Mani rimetto il Mio Spirito >>, per riceverlo nuovamente, in gloria e grandezza ancora maggiori, dal Padre dell’Universo, anche il singolo uomo deve potere, per amore del Cristo, sacrificargli il suo Io terrestre, isolato, per poi nuovamente riceverlo come Io superiore autentico, dal Cristo stesso. **** Per completare quanto è stato detto in merito al legame esistente fra la regione dei Gemelli e la Gerarchia dei Serafini , bisogna ancora osservare che da questa regione in particolare provengono tutti gli impulsi verso le relazioni sociali degli uomini, verso la loro unione sulla base dell’amore reciproco, e dell’interesse interiore degli uni verso gli altri. Nel Macrocosmo a ciò che corrisponde l’attività dei Serafini volta a stabilire azioni reciproche giuste, << sociali >>, fra i diversi sistemi planetari. Rudolf Steiner descrive questa attività che a loro, nei termini seguenti : << Come gli uomini fondano un sistema sociale per il fatto che sono dotati di reciprocità, così esiste una reciprocità nei sistemi planetari. Da Stella fissa a stella fissa regna una comprensione reciproca, solo grazie a ciò si forma il Cosmo. Ciò che i sistemi planetari, per così dire, si dicono attraverso lo spazio dell’Universo, per divenire Cosmo, viene regolato da quegli Spiriti che noi chiamiamo Serafini>>.(O.O.136,7.4.1912)
“Undicesima Notte Santa”

La regione del Toro è legata al principio dello Spirito Cosmico. Attraverso questa regione Egli irradia le Sue forze nell’esistenza planetaria. Per comprendere meglio questa non facile relazione reciproca, prendiamo come punto di partenza una immagine che dapprima può parer piuttosto inaspettata. Quando l’iniziato contemporaneo esamina in modo chiaroveggente il Toro o la Vacca, la sua potente attività digestiva gli si rivela come un intero universo: << Nella vacca il processo digestivo è qualcosa che, visto dal punto di vista astrale è veramente grandioso, è tutto un mondo!….. E’ , bello, è grande, è qualcosa di portentosamente spirituale>> Dice Rudolf Steiner a questo proposito. (O.O.230,19.10.19239 Se un tale Iniziato segue con la sua coscienza immaginativa-ispirata l’immagine della vacca più lontano nel cosmo astrale “ ( cioè nella sfera spirituale limitata dal cerchio dello Zodiaco), allora la vacca assume sotto l’influsso delle forze dell’ispirazione la forma immaginativa dell’uccello. Rudolf Steiner ce lo indica con le seguenti parole : <<Astralmente sarebbe un uccello…. E’ diventato fisico nella vacca ciò che è astrale nell’uccello. Nell’astralità appare ovviamente differente, ma è così>> (O.O.230,19.10.1923)* (28) **** Nota (28) Nella conferenza del 19.10.1923 Rudolf Steiner porta come esempio Mahatma Gandhi, il quale, per al sua cultura pienamente europea esteriore, si era abbastanza fortemente allontanato dalla tradizionale saggezza indiana e <<…nel suo induismo illuminato ha conservato tuttavia una cosa : il culto della vacca>>. E ciò è perfettamente comprensibile, poiché attraverso il suo culto egli conserva nel modo più diretto l’ultimo legame con lo Spirito **** Ora ci diventa comprensibile, perché il principio dello Spirito nella circonferenza astrale della Terra (nella sfera lunare), si apre a Giovanni durante il Battesimo di Gesù nel Giordano, come immaginazione della colomba.(Giovanni1,32,34) : * (29) **** Nota (29) Di questa visione Giovanni durante il Battesimo di Gesù nel Giordano R.S. dice in una delle sue conferenze : << Si tratta indubbiamente di una osservazione chiaroveggente. E vi è veramente poca verità nell’affermare che va intesa in modo puramente allegorico o simbolico. E’ un fatto spirituale reale e chiaroveggente, che esiste realmente sul Piano astrale per la facoltà del chiaroveggente. ******** D’altro canto comprendiamo ora tutto il significato del bue, del Toro presso gli antichi . in Egitto India – Babilonia, *(30), in Grecia e nell’Asia Minore.. ****Nota 30) La conoscenza occulta del legame citato della vacca con l’immagine astrale dell’uccello era presente in molti popoli dell’antichità. Per esempio in Egitto si possono trovare delle rappresentazioni del dio solare Ra sottoforma dell’uccello falco, che porta sul capo il disco del Sole, e che siede fra le corna della vacca celeste. Oppure, per esempio, a babilonia nelle immagini dei Tori alati (Shedu), che rappresentano lo Spirito protettore dell’uomo.**** Dalla Scienza dello Spirito apprendiamo ulteriormente che nel nostri sistema solare il Principio dello Spirito agisce particolarmente attraverso la sfera della Luna mentre il Principio del figlio- attraverso la sfera del Sole Perciò il toro come immagine terrestre delle attività dello Spirito è sempre legato alla Luna (per esempio l’antico Dio sumero della Luna Sin, viene raffigurato con il corpo di toro). E’ noto che alla sfera della luna è legata anche l’egiziana Iside. La sua immagine sorse nei misteri degli antichi egizi dall’unione, nella sfera della Luna, di due correnti cosmiche, provenienti dalle regioni celesti della Vergine e del Toro . Inoltre, se predominava l’influenza della Vergine e del Toro. Inoltre, se predominava l’influenza della Vergine, nell’immagine di iside si sottolineava maggiormente il suo legame con l’anima del mondo, con la celeste Sofia, come pure con la relazione con Horus, che realizza il legame di lei con il mondo degli uomini. Se al contrario prevaleva l’influenza del Toro , in quel caso Iside veniva rappresentata con le corna di Toro sulla testa, e allora si sottolineava il suo legame con tutto il Macrocosmo, si indicava il fatto che, sotto l’influsso delle forze del Toro, essa si riempie dello Spirito del Mondo e aspira allora al Dio solare Osiride. Lo stesso Osiride, sebbene la su venerazione culturale sorga nell’epoca del Toro “ terzo periodo di cultura, tuttavia, attraverso il suo legame con il Cristo (la sua immagine indica in modo profetico l’avvicinarsi del Cristo alla Terra), acquisisce una relazione anche con la regione cosmica dell’Ariete.*(31) **** Nota 31) Il legame reciproco qui indicato fra Iside-Sofia “ Vergine lo Spirito Universale “ Toro e l’impulso del Cristo che si avvicina alla Terra e che agisce dal suo ambiente attraverso l’immagine di Osiride “ Ariete , in una forma trasformata è passato nel cristianesimo esoterico. In esso pure si parla di corpo astrale purificato, in quanto Sofia “ Vergine, come pure della discesa di tale corpo astrale (che adombra la Sofia ) del Principio dello Spirito Santo “ Io Universale – Toro Ma la cosa più importante per il cristianesimo esoterico era soltanto grazie al Mistero del Golgota e alla successiva unione dell’Essere del Cristo “ Ariete con tutto il corpo planetario della Terra, si era aperta per ciascun uomo la possibilità di raggiungere i due principi indicati ( la vergine Sofia e lo Spirito Santo): nel modo descritto la <<Vergine Sofia>>, il corpo astrale purificato, e lo <<Spirito Santo>>, l’illuminazione. Ma solo il Cristo Gesù poteva dare alla Terra, ciò che era necessario per realizzare ciò>> Perciò l’aspirazione qui descritta di Iside dal Toro verso l’Ariete o, nei limiti del sistema solare, dalla sfera della lunare a quella solare, si manifesta nell’ulteriore metamorfosi del suo aspetto esteriore: fra le due corna lunari del toro sulla sua testa appare il disco del sole. Una tale immagine trasformata da Iside indica allora, in modo profetico, il passaggio dall’epoca della Luna a quella del Sole, o, per usare il linguaggio più occulto, dal Logos Lunare al Logos Solare, mentre nell’aspetto del divenire storico dell’umanità indica il passaggio dal 3° periodo di cultura al 4°*(32) ***** Nota (32) A questo passaggio “ (dallo Spirito verso il Figlio e profeticamente, dal Figlio al Nuovo Spirito) accenna anche Giovanni battista, dicendo : << Ho vedutolo Spirito che scendeva dal Cielo, a guisa di Colomba, e posarsi su di Lui, E io non lo conoscevo; ma che mi inviò a battezzare nell’acqua, mi disse : Colui sul quale vedrai scendere e fermarsi lo Spirito, è quello che battezza nello Spirito Santo. Ora Io ho veduto ed ho attestato che Egli è il Figlio di Dio.(Giovanni, 1,32,34) ***** Un parallelo interessante della metamorfosi dell’immagine di Iside qui esaminata, è l’analogo cambiamento nell’aspetto esteriore del Toro nel culto egizio di Apis. In questo ultimo pure, man mano che il suo culto si avvicinava a quello di Osiride ( Apis gradatamente diventa <<il Toro di Osiride>>), fra le corna che hanno la forma di una alce lunare posta orizzontalmente, appare il disco del Sole. In seguito, nel passaggio dal 3° periodo di cultura al 4°(cioè dal Toro all’Ariete), questi due culti si unificano completamente nel nuovo culto di Osarapis ( Osiris-apis) o Se rapide. Questo nuovo culto, sorto originariamente in Egitto, conosce poi con l’avvento dell’ultimo periodo precristiano della Reggenza di Michele (550-200 a C) una grande diffusione nell’ambito di tutto il mondo greco-romano. Sotto la dinastia dei Tolomei Serapide diventa la divinità più importante dell’Egitto e il protettore particolare della sua nuova capitale di Alessandria.*(33) **** Nota (33) In una tale estensione generale del culto di se rapide, all’Epoca del regno di Michele dobbiamo vedere anche il riflesso terreno del fatto soprasensibile che fu la preparazione dello stesso Michele al passaggio dal servizio votato alla sfera lunare “ (Jahve), al servizio votato alla sfera solare (Cristo).**** Tuttavia nel mondo antico l’immagine nel Toro gioca anche un ruolo completamente diverso: Poiché da un lato il Toro, in quanto il portatore del disco del Sole e indica ciò che stesso profeticamente il passaggio menzionato dal Toro all’Ariete, diventa espressione del Giusto Spirito; d’altro lato, se il Toro non desidera muoversi in direzione dell’Ariete, non desidera venire a contatto con la sfera solare,ma vuole soltanto permanere egoisticamente nella sfera lunare, con ciò già interviene contro la giusta evoluzione e agisce nel mondo come un illecito Spirito Luciferico del tempo. Allora l’immagine del Toro diventa segno delle forze di Lucifero, che alterano il principio cosmico dello Spirito *(34) **** Nota (34) Per questo motivo Lucifero, liberato dall’azione svolta nelle anime degli uomini dall’impulso del Cristo, diverrà un giorno il nuovo Spirito Santo (per cui anche per Lucifero avverrà l’evoluzione). **** Sotto questa forma il Toro diventa l’espressione dell’egoismo umano e delle passioni selvagge e senza freni: E presso i popoli antichi incontriamo ripetutamente il toro proprio in questo ruolo. E’ il Toro celeste inviato dalla Dea Venere “Ishtar contro Eebani e Gilgamesh nell’<<Epopea di Gilgamesh>>, è il Toro vinto dal Dio solare Mitra: Infine è << il Vitello d’oro>>*(35) al quale si inchinarono gli ebrei durante il soggiorno di Mosè sul monte Sinai (Esodo, 32,1-4, 1° Re, 12,25-30)* (36) **** Nota (35) L’oro è il metallo di Lucifero, al quale si inchinarono gli Ebrei durante il soggiorno di Mosè sul Monte Sinai.**** **** Nota (36) Il fatto che l’adorazione del <<vitello d’oro>> fosse considerato il peccato più grave contro il dio Jahve, ha il suo fondamento, oltre il resto, nel fatto che segue: lo stesso Jahve, come divinità legata alla sfera della Luna ha una relazione particolare profonda proprio con il principio delle Spirito Santo che agisce in lui(O.O.96,1.4.1907) . Perciò nell’Antico Testamento il sacrificio dell’espressione << ‘abirJàkob>> (Genesi 49,24, Salmo 131,2 e 5) e ( ‘abirJir’àel>> (Isaia 1,24) è tale che la parola <<’abir>> può essere tradotta come <<Dio>> o come << Toro>> (di solito si traduce come <<forte>> o <<potente>>). E poiché il compito dell’antico popolo ebraico era quello di sperimentare li spirito di Jahve nell’interiorità dell’Io, ogni sua immagine esteriore doveva considerarsi luciferica (per cui il Toro è obbligatamente d’oro) compito di Jahve era in particolare la salvaguardia dell’antico popolo ebraico da ogni influenza luciferica, il che, nella dottrina segreta degli antichi Ebrei si esprimeva nel rappresentare Jahve come il principale avversario di Lucifero (O.O. 136, 14.4.1912) Tuttavia se l’adorazione dello spirito dell ‘Io (Jahve) nella sua rappresentazione fisica (il vitello d’oro) fu considerato un grave peccato, adorarlo nella forma in cui si manifestava immaginativamente nell’ambiente astrale della Terra, al contrario, fu considerato come un alto grado dell’iniziazione ebraica antica. A questo stadio si trovava per esempio Giovanni Battista, che sperimenta durante il Battesimo del Giordano la contro immagine della colomba, che indica la nascita del Cristo in Gesù per mezzo del principio dello Spirito Santo. Per finire possiamo osservare ancora un aspetto estremamente significativo, che collega gli influssi della regione del Toro con l’azione futura dello Spirito Santo. Come è noto l’organo che si formò direttamente sotto l’influenza della regione del Toro nell’organismo dell’uomo, è il suo organo della parola o laringe. Sulla laringe, e sulla metamorfosi, attraverso la quale essa è destinata a passare nel futuro, Rudolf Steiner parla nel modo seguente : <<…..al contrario la laringe è in piena trasformazione, e quando l’uomo sarà nuovamente casto, la sua laringe si volgerà di nuovo al Sole Spirituale. Il Calice della pianta si è sviluppato fino alla forma di carne di passione, e la laringe diventerà nuovamente un calice casto, puro, che sarà reso fruttifero dallo Spirito, e alla quale tenderà la santa lancia dell’amore: questo è anche il simbolo del santo Graal “ il suo alto ideale>> (O.O.98,5.10.1907) **** Nota (37) All’adorazione del toro (Apis) nei misteri esoterici dell’Egitto o della caldea, è legato il mistero universale, che Rudolf Steiner sfiora appena alla fine della conferenza del 17 aprile 1909 (O.O.110) In sessa egli osserva che il terzo periodo di cultura egizio-babilonese-caladico è come un riflesso in scala minore dell’antica epoca lemurica, quando, nell’essere dell’uomo, fu per la prima volta immesso il principio dell’Io. Allora dalla regione dello Zodiaco che più tardi ricevette il nome di Toro, discese l’impulso Spirituale che mise in movimento sulla superficie della Terra tutti gli esseri umani, consistenti allora soltanto dei corpi fisico, eterico ed astrale. Come risultato . <<:::: quello di cui era stato dato l’impulso (all’uomo tripartito) si maturò, dopo compiuto un giro (sulla superficie della Terra), a ricevere in sé i primi germi dell’Io. Questo accadde nell’antica epoca lemurica. E si dovette designare quel punto dello Zodiaco, che oggi chiamiamo il Toro. Questa denominazione è sorta essenzialmente nelle sedi dei misteri egizi e caldaici. Là si trovano le origini di questa denominazione, ed oggi soltanto nelle vere dottrine segrete esiste una coscienza del vero significato della parola Il primissimo germe dell’Io –sono si esprime nel linguaggio, nel tono>>. In tal modo, abbiamo qui un’indicazione del profondo legame che esiste fra le Forze cosmiche della regione del Toro e, da un lato, l’immersione dell’uomo del principio dell’Io, e, dall’altro l’insorgere in lui l’attitudine al linguaggio. Proprio dalla conoscenza di questi segreti, nell’adorazione egizia caldaia del Bue Apis, sorge quella sua immagine, della quale si è già detto, da un punto di vista leggermente diverso, in relazione al culto di se rapide: il toro, le cui corna rappresentano la falce della Luna, che giace orizzontalmente,e il disco del Sole che visi riposa: In questa immagine non è difficile scorgere un’anticipazione profetica dell’immaginazione cosmica posteriore del santo Graal.(O.O.149,2.1.1914). a quanto detto si può ancora aggiungere che nella creazione dell’uomo terrestre nell’epoca lemurica, gli Elohim dovettero ricevere l’impulso alla loro creazione dalla regione spirituale situata al di sopra della sfera dei Serafini (I Gemelli) cioè dalla sfera dello Spirito santo (TORO) (O.O.122, 22.8. 1910).

 

“Dodicesima Notte Santa”

La regione finale e più elevata, quella dell’Ariete, che è a capo di tutto il cerchio zodiacale, di tutto k’Adam – Kadmon, il protoantropos universale, è legata al principio del Figlio e del Cristo. Sotto questo segno, che risplende nel cielo all’inizio del secondo – del terzo – del quarto periodo postatlanrico, discende l’essere solare del Cristo durante il battesimo nel Giordano negli involucri di Gesù di Nazareth. <<Il giorno seguente (dopo il Battesimo) Giovanni stava ancora là, con due suoi discepoli e, fissato lo sguardo in Gesù che, passava, disse “ Ecco l’Agnello di DIO!”>>.(Giovanni 1,35-36) Con queste parole lo stesso Giovanni Battista testimonia il legame cosmico del Cristo con la regione celeste dell’Ariete, attraverso il quale il Cristo entrò nel Cosmo dalle sfere che si trovano oltre il cerchio dello Zodiaco. *(38) **** Nota 38 L’immagine dell’Agnello ha un ruolo importante anche nell’Apocalisse. ***** Queste sfere superiori, che non rientrano direttamente nel nostro Cosmo, ci vengono indicate durante il battesimo nel Giordano dalla Voce del Cielo : <<Questo è il mio Figliolo prediletto; oggi Io Lo Ho Generato>> *** Si tratta di una forma più antica delle parole che si traducono di solito : << Tu Sei Il Mio Figlio Prediletto, in Te Mi Sono Compiaciuto>>E soltanto in queste poche parole, che come una lontana eco, giunge fino a noi la notizia da regioni universali situate oltre il cerchio dello Zodiaco. Possiamo perciò attribuire queste parole al contenuto interiore dell’ultima tredicesima Notte santa, che giunge alla vigilia, ma in senso occulto già al giorno stesso dell’Epifania, la festa della nascita del Cristo nel corpo terrestre dell’uomo Gesù. In tal modo nell’Epifania abbiamo come un gradino conclusivo e come una specie di bilancio di tutto il cammino percorso lungo le Dodici Notti sante ed in particolare nel corso delle due ultime. Poiché nel momento del Battesimo la trinità Superiore si riflette nelle profondità dell’esistenza terrestre “ Il Principio dello Spirito Santo, come Colomba “ Toro , il Principio del Figlio come Agnello “ Ariete , e il Principio del Padre, come Voce dal Cielo, da quelle delle sfere, a cui non può elevarsi la forza dell’immaginazione umana. Ma è proprio di là, a partire dal Seno Paterno che il Cristo discende nel nostro Cosmo. In esso Egli agisce dalla sfera del Sole, come Tredicesimo nel cerchio dei Dodici, come << Spirito, che illumina da parte a parte il mondo>> (O.O. 112.,3.7.1909) << come Spirito Divino del nostro sistema Solare>> (O.O.112,3.7.1909) come << il rappresentante dello spirito del Cosmo di tutto l’Universo (O.O.15,3), poi dal Sole, discende attraverso il battesimo nel Giordano sulla terra, al fine di illuminare da parte a parte la terra con la forza nuova, così da <<…porre le basi per un divenire Sole sulla terra>>.(O.O.112,6.7.1909) Con questa indicazione del futuro divenire Sole sulla Terra, abbiamo voluto concludere la decisione del cammino << da Gesù al Cristo>> attraverso le dodici regioni del cerchio dello Zodiaco, che trovano la loro rivelazione terrena nelle Dodici Notti Sante, poste fra la Festa del Natale, e la Festa dell’Epifania.

Tratto dal libro – Le 12 Notti Sante  – di Sergej Prokofieff

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